Milano, 4 maggio 2026 – Emergono nuovi dettagli sul caso dell’omicidio di Chiara Poggi, vittima uccisa nella sua abitazione di Garlasco nel 2007. La Procura di Pavia ha convocato per il prossimo 6 maggio Andrea Sempio, 38enne indagato per il delitto, con un’accusa di omicidio aggravato da crudeltà. La vicenda, che da quasi vent’anni resta un giallo irrisolto, è tornata alla ribalta dopo una revisione delle indagini che ha portato a una nuova ipotesi sul responsabile.
Le dichiarazioni dal forum e la difesa di Sempio
Tra gli elementi emersi, spiccano alcune frasi scritte da Andrea Sempio su un forum online chiamato Italian Seduction. In un post del 2012, l’uomo confessava un’ossessione per una barista di una birreria, ma i suoi legali sottolineano come la ragazza menzionata non sia Chiara Poggi. L’avvocato Liborio Cataliotti ha definito la diffusione di questi messaggi una “strumentale mostrizzazione” del suo assistito, precisando che la partecipazione al forum non è in alcun modo collegata all’omicidio né può essere usata per delineare una personalità compatibile con l’accusa.
La difesa sta inoltre valutando la possibilità di chiamare come testimone la ragazza di cui Sempio si era invaghito, per dimostrare che non si tratta della vittima e per chiarire la natura di quei messaggi, che si riferirebbero a una semplice cotta.
La nuova ricostruzione dell’accusa e il movente
Secondo la nuova ricostruzione della Procura guidata da Fabio Napoleone, Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi in una reazione violenta scaturita dal rifiuto a un suo approccio sessuale. La vittima sarebbe stata colpita con un oggetto contundente non identificato, trascinata e spinta fino alle scale della cantina, dove sarebbe stata inferta la ferita mortale nonostante fosse già incosciente. L’accusa parla di 12 colpi, con una ferocia che giustifica l’aggravante della crudeltà.
Sempio, che lavora come commesso in un negozio di telefonia e che ha sempre negato di frequentare Chiara Poggi, ha espresso il proprio stupore su questo presunto movente: «Non la frequentavo quasi mai, quando andavo a casa Poggi lei era al lavoro». I suoi legali hanno definito il movente sessuale “fantasmagorico” e stanno valutando la strategia difensiva in vista dell’interrogatorio obbligatorio.
Le indagini sono state riaperte dopo che la sentenza definitiva che aveva condannato Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, è stata ritenuta un possibile errore giudiziario. La Procura ha riesaminato prove, intercettazioni, tabulati e testimonianze, anche se non sono mancate critiche da parte di consulenti legali sulla compatibilità della nuova ricostruzione con i rilievi della scena del crimine.
L’attesa è ora per gli atti ufficiali che verranno depositati con la chiusura dell’indagine, dai quali si comprenderanno con maggior chiarezza le basi della nuova accusa e le prospettive difensive.






