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Quali sono i deputati più assenteisti? Qualcuno ha un “record” di zero presenze nel 2025

La fotografia delle presenze in Aula racconta un Parlamento dove alcuni deputati risultano quasi invisibili. Guardando ai dati delle ultime legislature, emerge un quadro ricorrente: gruppi trasversali di parlamentari che, per ragioni politiche, personali o professionali, hanno lasciato vuoti migliaia di voti senza mai o quasi mai raggiungere il proprio seggio

by Alessandro Bolzani
11 Dicembre 2025
Antonio Angelucci, Marta Fascina e Francesco Bonifazi

Antonio Angelucci, Marta Fascina e Francesco Bonifazi | Ansa//ANGELO CARCONI/GIUSEPPE LAMI/FABIO CIMAGLIA - Alanews.it

La fotografia delle presenze in Aula racconta un Parlamento dove alcuni deputati risultano quasi invisibili. Il caso più noto è quello di Antonio Angelucci, spesso al centro delle classifiche delle assenze, ma i numeri mostrano che non è l’unico a sottrarsi alle votazioni. Guardando ai dati delle ultime legislature, emerge un quadro ricorrente: gruppi trasversali di parlamentari che, per ragioni politiche, personali o professionali, hanno lasciato vuoti migliaia di voti senza mai o quasi mai raggiungere il proprio seggio.

I più assenteisti

Le rilevazioni più recenti mostrano una competizione serrata nelle percentuali di assenza. Subito dopo Angelucci compare Marta Fascina, deputata di Forza Italia, che ha fatto registrare il 94,54 per cento di votazioni non coperte. Più lontane, ma comunque con percentuali significative, si collocano Valeria Sudano della Lega (73,23 per cento) e Francesco Bonifazi di Italia Viva (61,32 per cento). Non mancano anche figure del Movimento 5 Stelle, come Carmen Di Lauro, ferma al 54,83 per cento, o il forzista Francesco Cannizzaro, che sfiora il 55 per cento.

Marta Fascina
Marta Fascina | ANSA/GIUSEPPE LAMI – Alanews.it

Tra i casi particolari rientra anche quello dell’ex deputato meloniano Emanuele Pozzolo, noto per il controverso episodio di Capodanno, assente al 42,99 per cento delle votazioni. Numeri elevati che confermano una tendenza ormai consolidata.

I “record” della scorsa legislatura

Se si torna indietro al precedente quinquennio, si scopre che il primato non spettava ad Angelucci, pur avendo fatto segnare un significativo 96,86 per cento di assenze. A superarlo era stata Michela Vittoria Brambilla, con un impressionante 99,11 per cento. La deputata, oggetto di critiche per anni, nella legislatura attuale ha però ridotto nettamente il proprio tasso di assenze, sceso al 24 per cento.

Il quadro della scorsa legislatura era costellato da altre percentuali molto alte: Guido Della Frera superava l’88 per cento, mentre Carmelo Lo Monte si collocava poco sopra il 77 per cento. Percorsi politici complessi, spesso segnati da cambi di gruppo, accompagnavano queste assenze prolungate. Lo Monte, per esempio, in carriera ha attraversato numerosi partiti, mentre Fausto Guilherme Longo, eletto dal PD e poi approdato al Maie-Psi-Facciamoeco, aveva mancato oltre il 74 per cento delle votazioni.

Quali sono stati gli assenteisti per eccellenza della XVII legislatura?

Anche un’ulteriore retrospettiva, quella sulla XVII legislatura, conferma un copione simile. Pasquale Maietta, esponente di Fratelli d’Italia e presidente del Latina Calcio fino alle dimissioni per guai giudiziari, risultava assente nel 75,48 per cento dei voti. Di poco inferiore era la percentuale dell’attuale ministra Daniela Santanchè, ferma al 72,42 per cento, e quella di Gregorio Gitti, inizialmente in Scelta Civica e poi passato al PD, che non partecipò al 72,21 per cento delle votazioni. Tra gli assenteisti ricorrenti compariva ancora una volta Lo Monte, mentre Alberto Bombassei, patron della Brembo ed esponente di Scelta Civica, aveva saltato quasi il 65 per cento delle sedute.

Accanto ai deputati, spiccava anche un caso eccellente al Senato: Tommaso Cerno, oggi direttore del Giornale, partecipò solo al 10,82 per cento delle votazioni. E nella scorsa legislatura alla Camera il critico d’arte Vittorio Sgarbi aveva mancato più dell’81 per cento dei voti, forte di molte attività parallele.

Angelucci, un caso senza precedenti nel 2025

Nell’anno in corso, però, nessuno ha raggiunto i livelli di assenza di Antonio Angelucci. Nei primi dieci mesi del 2025, il deputato della Lega non ha partecipato a nessuna delle 4.675 votazioni elettroniche tenute a Montecitorio. Il primato non tiene conto di Umberto Bossi, che ha accumulato assenze ancora maggiori ma è escluso dalle classifiche a causa dei noti problemi di salute.

Antonio Angelucci
Antonio Angelucci | ANSA/ANGELO CARCONI – Alanews.it

Dal suo ingresso in Parlamento nel 2022, Angelucci ha preso parte solo a 13 votazioni, accumulando oltre 15 mila assenze. Il dato è aggravato dal continuo cambio di commissioni, cinque in totale, in cui colleghi di maggioranza riferiscono di non averlo mai visto. La percentuale di assenze giustificate è estremamente elevata: dall’inizio della legislatura risulta giustificato nell’89,7 per cento delle assenze e, nel 2025, in alcuni mesi quella percentuale ha toccato il 100 per cento.

Un assenteista “giustificato”

La gestione delle giustificazioni è un punto cruciale. Ogni gruppo parlamentare ha un numero limitato di assenze certificate che consentono ai deputati di mantenere la diaria, una quota di circa 1.200 euro mensili legata alla presenza. Quelle giustifiche vengono considerate preziose e spesso contese. Alcuni parlamentari leghisti ammettono, seppur in via confidenziale, che ci sono tensioni interne per ottenerle.

Su Angelucci, però, prevale una regola di silenzio. Come riportato da “Il Fatto Quotidiano”, il capogruppo Riccardo Molinari non risponde alle richieste di chiarimento, mentre altri colleghi si limitano a battute o depistaggi. C’è chi prova a reinterpretare i numeri, chi liquida il tema come irrilevante e chi evita ogni commento diretto. Il deputato Nicola Ottaviani ironizza sui dati, salvo poi riconoscere che la situazione non tocca il suo lavoro personale.

Le attività esterne e il peso politico del deputato

Dietro lo scranno sempre vuoto c’è però un altro elemento non trascurabile: l’influenza imprenditoriale e mediatica del deputato. Angelucci, proprietario di diverse testate e figura centrale nella sanità privata, è un alleato prezioso per molti nel suo partito e in particolare nel Lazio. La sua rete imprenditoriale è stata più volte oggetto di indagini, concluse quasi sempre con archiviazioni, ma ha comunque alimentato negli anni un clima di attenzione e cautela.

Nel territorio laziale, Angelucci è uno dei principali sponsor della riapertura della clinica di Velletri, chiusa dal 2011 per irregolarità edilizie. Oggi la struttura è al centro di un iter amministrativo che potrebbe sbloccare decine di milioni di euro di crediti, un affare rilevante che rende marginale la sua presenza in Aula rispetto alle partite economiche in gioco.

Tags: Antonio AngelucciApprofondimentoMarta FascinaSenato

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