Roma, 15 aprile 2026 – L’ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha espresso a Tv2000, durante il programma “Di Bella sul 28” condotto da Antonio Di Bella, un durissimo giudizio sull’attacco di Donald Trump al Papa, definendolo «roba da matti». Prodi ha voluto sottolineare come un simile scontro tra Stato e Chiesa fosse impensabile nel mondo moderno, paragonandolo ad eventi storici del passato come quelli del Medioevo o l’epoca napoleonica.
L’attacco di Trump al Papa: “una vanitosa follia”
«Non immaginavo che oggi fosse possibile quello che avveniva nel Medioevo o l’ultima volta con Napoleone – ha spiegato Prodi – cioè l’idea dello Stato che si impone sulla Chiesa e che fa quello che vuole di fronte alla Chiesa stessa. Questo era inimmaginabile, ho pensato che fosse un colpo di scena». L’ex premier ha poi chiarito la natura dell’attacco del presidente americano, definendolo «una vanitosa follia», un gesto motivato non da interessi politici, ma dalla volontà di sentirsi superiore a qualsiasi autorità. «Una vanità pericolosa», ha concluso.
Non è mancata una riflessione anche sulla reazione della premier Giorgia Meloni, la quale, secondo Prodi, è intervenuta «tardissimo, ma meglio tardi che mai». «Come poteva non intervenire? – ha aggiunto – A questo punto certamente ci sono dei problemi politici per lei perché Trump ha risposto rompendo un rapporto positivo di amicizia che c’era fra di loro». Prodi ha evidenziato come sia stato proprio Trump a interrompere i rapporti con Meloni, rendendo obbligatoria la posizione della premier italiana. In questo contesto ha apprezzato anche l’intervento di Elly Schlein, che ha definito Trump come un presidente che «offende tutti noi», trovando «appropriato» il momento parlamentare in cui è stata espressa questa condanna.
Primarie e strategia politica del centrosinistra
Prodi ha infine parlato delle primarie del centrosinistra, sottolineando che «vanno fatte a tempo debito». Secondo l’ex presidente del Consiglio, prima di indire le primarie è fondamentale che i partiti si accordino sul programma, definendo le priorità su temi cruciali come sanità, casa, politica estera ed Europa. Solo successivamente si potrà valutare chi meglio interpreta queste posizioni politiche. «Questa è la democrazia», ha concluso.






