Bruxelles, 15 aprile 2026 – Péter Magyar, leader emergente dell’opposizione ungherese e presidente del Partito del Rispetto e della Libertà (TISZA), ha lanciato un attacco frontale senza precedenti contro il sistema mediatico controllato dallo Stato, definendolo una “cassa di risonanza di stampo goebbeliano” e annunciando la volontà di chiudere i media di propaganda statali. L’ex alleato di Viktor Orbán, ora suo principale avversario politico, ha esposto nei dettagli il suo programma e i suoi propositi di riforma, confermando un deciso cambio di rotta per il futuro governativo ungherese.
L’attacco ai media di Stato: smantellare la propaganda
Durante la sua prima intervista concessa al telegiornale pubblico M1, un evento senza precedenti per un leader di opposizione, Magyar ha denunciato la manipolazione mediatica esercitata dal governo uscente. “Mi avete mentito, insultato e invitato solo ora per illustrare il programma”, ha dichiarato, sottolineando come “domenica si è compiuta una rivoluzione” che rende inutile continuare a mentire. Il leader di TISZA ha confermato l’intenzione di smantellare il ‘tg propaganda’ e di tagliare i finanziamenti fino al ripristino del carattere di servizio pubblico dei media statali, rivendicando “non si tratta di vendetta, ma di restituire agli ungheresi media pubblici che raccontino la realtà”.
Questa posizione radicale ha suscitato immediate reazioni di ostilità dai media pubblici, che hanno parlato di “minacce” da parte del futuro governo. Tuttavia, la mossa di Magyar si inserisce in un più ampio progetto di transizione politica che mira a superare il sistema di controllo mediatico e politico costruito dal partito Fidesz negli ultimi sedici anni.
Il cammino verso il governo e le sfide politiche
Il presidente della Repubblica ungherese, Tamas Sulyok, ha confermato che Péter Magyar riceverà l’incarico di formare il nuovo governo all’inizio di maggio, in occasione della prima seduta del Parlamento. Un passaggio che si preannuncia tutt’altro che pacifico: uscendo dal colloquio al palazzo presidenziale, Magyar ha definito il capo dello Stato un “burattino” e ha chiesto le sue immediate dimissioni, minacciando di modificare la Costituzione qualora Sulyok dovesse resistere.
Sul piano europeo, la trattativa per sbloccare i 18 miliardi di euro di fondi Ue congelati dall’Unione è in corso. Il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, ha espresso ottimismo per un “vento nuovo” che soffia in Ungheria e ha auspicato un rapido riallineamento di Budapest, inclusa la revoca del veto sul prestito comune da 90 miliardi a Kiev.




