Roma, 5 marzo 2026 – La premier Giorgia Meloni è intervenuta oggi sulle questioni economiche connesse alla crisi in Iran, sottolineando l’importanza di contrastare la speculazione sui prezzi di energia e generi alimentari. Nel corso della sua partecipazione al programma radiofonico Non stop news su Rtl 102.5, la presidente del Consiglio ha espresso preoccupazione per le ripercussioni che l’instabilità internazionale potrebbe avere sull’Italia.
Meloni, stop alla speculazione su energia e alimentari
Giorgia Meloni ha evidenziato che il governo sta lavorando per fronteggiare le conseguenze economiche che la crisi in Iran può generare. “Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e dei generi alimentari“, ha dichiarato, ribadendo la necessità di misure efficaci per tutelare il mercato interno italiano. La premura della premier è motivata dalla volontà di evitare un aumento indiscriminato dei costi, che potrebbe gravare ulteriormente sulle famiglie e sulle imprese italiane in un momento già complesso.
Ha poi ribadito: “Abbiamo già sentito in queste ore il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta a chi dovesse speculare e sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette“.

Nessuna richiesta di basi militari, no alla guerra
Rispondendo a una domanda sull’eventuale uso delle basi militari americane in Italia per un’offensiva contro l’Iran, Meloni ha chiarito: “Oggi non abbiamo nessuna richiesta in questo senso e voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrarci“. La posizione italiana resta quindi ferma sulla linea di non coinvolgimento diretto nel conflitto, evitando qualsiasi escalation militare.
Sulle basi militari americane la premier ha ribadito: “mi pare che tutti si stiano attenendo agli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri che esiste un accordo bilaterale e che al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi. Vale anche per noi: in Italia abbiamo tre basi militari concesse agli americani in virtù di accordi del 1954 che sono sempre stati aggiornati”
Giorgia Meloni ha spiegato che, secondo gli accordi, l’autorizzazione riguarda esclusivamente attività legate alla logistica e a operazioni di tipo non bellico, cioè senza coinvolgimento diretto in bombardamenti. “Se dovessero arrivare richieste per un utilizzo delle basi italiane con finalità più ampie, la competenza spetterebbe al governo – ha precisato – e in quel caso la decisione dovrebbe essere presa congiuntamente al Parlamento“. Questa posizione sottolinea la volontà dell’esecutivo di mantenere un controllo politico e istituzionale chiaro e condiviso su eventuali estensioni dell’uso militare statunitense in Italia.
Le preoccupazioni della premier
La presidente del Consiglio ha inoltre manifestato la sua preoccupazione per l’andamento della situazione geopolitica, definendola “preoccupante“, soprattutto per la reazione scomposta di Teheran, che sta bombardando paesi vicini, inclusi quelli impegnati in accordi sul nucleare iraniano. Questa dinamica, ha sottolineato Meloni, può comportare “un rischio di escalation con conseguenze imprevedibili“, con potenziali ripercussioni anche per l’Italia.
In questo quadro, il governo italiano mantiene alta l’attenzione sulle evoluzioni internazionali, con l’obiettivo di salvaguardare la stabilità economica e la sicurezza nazionale, evitando di essere trascinato in conflitti che potrebbero avere ripercussioni dirette sul Paese.






