Roma, 21 aprile 2026 – In un clima internazionale sempre più teso, il dibattito sulle azioni militari italiane nello Stretto di Hormuz si fa acceso. Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs), ha ribadito con fermezza la sua posizione contraria all’impiego di militari italiani nell’area senza un esplicito mandato delle Nazioni Unite, sottolineando come l’intervento si inserisca in un contesto di conflitto nato da una guerra, definita da lui «illegale e criminale», scatenata dagli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump.
La posizione di Fratoianni sul coinvolgimento italiano nello Stretto di Hormuz
Intervistato dai giornalisti in piazza Montecitorio, Fratoianni ha chiarito: «Senza un mandato delle Nazioni Unite siamo contrari all’intervento dei mezzi militari italiani nello Stretto di Hormuz, perché siamo di fronte a una situazione provocata da una guerra illegale, criminale e contro il diritto internazionale». Il leader di Avs ha poi criticato la risposta del governo italiano, definita «scena muta» nei confronti dell’azione statunitense, salvo un successivo tentativo di giustificazione poco convincente, che secondo Fratoianni dimostra come per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni il diritto internazionale valga solo «fino a un certo punto». L’esponente della sinistra radicale ha invece ribadito il suo impegno per la tutela del diritto internazionale «a tutto tondo».
La questione del mandato Onu è cruciale, specie alla luce degli ultimi sviluppi nel conflitto mediorientale. Infatti, dopo l’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani, che ha causato danni visibili ma nessuna vittima, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito d’urgenza per valutare la situazione. Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha riferito che gli ispettori necessitano di un cessate il fuoco per poter accedere ai siti e valutare i danni sotterranei, in particolare a Fordow e Natanz, dove sono stati colpiti impianti di arricchimento nucleare.
Le critiche al governo Meloni
Fratoianni ha esteso la critica anche alla gestione interna del governo Meloni, accusandolo di un «pasticcio enorme» e di rifugiarsi nella propaganda più retriva quando si trova in difficoltà. Il deputato ha denunciato come le misure sulla sicurezza adottate dalla maggioranza non abbiano risolto i problemi degli italiani, ma li abbiano aggravati, limitando le libertà civili e individuali, e compiendo «violazioni costituzionali clamorose». In vista del decreto sicurezza in discussione, Fratoianni ha annunciato che il suo gruppo parlamentare farà tutto il possibile per contrastare tali provvedimenti, pur riconoscendo che gli strumenti parlamentari sono stati indeboliti in questi anni a favore dell’esecutivo.
Sul piano internazionale, Fratoianni ha inoltre invitato l’Italia a votare per la sospensione del trattato di associazione tra Unione Europea e Israele, in risposta alle violazioni dei diritti umani da parte di Israele, chiedendo al governo di sedersi «dalla parte giusta della storia» e di non essere complice dei crimini denunciati.
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