28 gennaio 2026 – Le tensioni tra Stati Uniti e Iran rimangono al centro dell’attenzione internazionale, con dichiarazioni che sottolineano l’assenza di dialoghi diretti tra le due potenze e le speranze di un possibile accordo. In questo contesto, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato la navigazione di una nuova flotta verso l’Iran, dopo quella guidata dalla portaerei Lincoln, auspicando una soluzione diplomatica.
Trump: “Nuova flotta verso l’Iran”
Durante un discorso tenuto in Iowa, il presidente Donald Trump ha dichiarato che una nuova “splendida flotta” sta attualmente facendo rotta verso l’Iran, enfatizzando l’importanza di raggiungere un accordo. Trump ha rimarcato che l’Iran avrebbe dovuto concludere un’intesa già in precedenza e ha ricordato l’Operazione Midnight Hammer dello scorso giugno, con la quale, secondo lui, gli Stati Uniti hanno colpito la capacità nucleare iraniana. “La gente aspettava da 22 anni per farlo… Dovevamo farlo”, ha commentato Trump, riportato dal Jerusalem Post e ripreso dalla stampa israeliana.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un quadro internazionale delicato, dove la diplomazia resta al momento frammentata, con un ruolo centrale affidato agli intermediari, mentre cresce l’attenzione sulla possibile evoluzione della situazione tra Washington e Teheran.
Teheran: Nessun contatto diretto con gli Usa ma risposta pronta in caso di attacco
Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi a Istanbul, non ci sono stati colloqui diretti con gli Stati Uniti negli ultimi giorni e l’Iran non ha chiesto di negoziare direttamente con Washington. L’esponente della diplomazia di Teheran ha evidenziato che alcuni Paesi stanno fungendo da intermediari, mantenendo aperti i canali di comunicazione per promuovere iniziative e consultazioni. Araghchi ha inoltre sottolineato che i negoziati devono essere condotti in un clima di parità e senza minacce, ribadendo che un clima di intimidazione non è compatibile con un confronto diplomatico efficace.
Tuttavia, il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari Legali, Kazem Gharibabadi, ha ribadito con fermezza che Teheran non cerca la guerra, ma è pronta a rispondere con forza a qualsiasi attacco da parte degli Stati Uniti, soprattutto colpendo le basi militari americane nella regione.
Nel corso di un incontro con i media stranieri, Gharibabadi ha sottolineato che “non sarà una guerra solo tra Iran e Stati Uniti, ma i suoi effetti saranno così vasti e pesanti che non potranno essere controllati”. Ha aggiunto che questa posizione non è un bluff, ma una vera e propria linea politica del governo iraniano. In particolare, ha avvertito che un eventuale attacco limitato da parte americana sarà seguito da una risposta “adeguata”, che non sarà proporzionata all’attacco ricevuto, ma di gran lunga più incisiva.
Ha inoltre evidenziato che Stati Uniti e Israele sono consapevoli delle conseguenze regionali e internazionali di un conflitto aperto con l’Iran e che la risposta di Teheran potrebbe estendersi oltre i confini statunitensi.






