Venezia, 4 maggio 2026 – La Repubblica Islamica dell’Iran ha annunciato ufficialmente la sua decisione di non partecipare alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, intitolata In Minor Keys e curata da Koyo Kouoh. La notizia è stata confermata dalla stessa Biennale di Venezia, a seguito di una comunicazione formale giunta dall’Iran.
Partecipazioni e polemiche alla Biennale
Il programma ufficiale della manifestazione comprende 100 Partecipazioni Nazionali, incluse le nuove adesioni della Repubblica Unita della Tanzania e della Repubblica delle Seychelles, inserite dopo l’annuncio dello scorso 4 marzo. La scelta dell’Iran di non prendere parte all’evento rappresenta un’assenza significativa, vista la rilevanza internazionale della Biennale, che da sempre riflette le tensioni e le dinamiche culturali mondiali.
Nel corso dell’apertura ufficiale a Forte Marghera, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha sottolineato l’importanza del confronto e della diversità di opinioni all’interno della Biennale: «Se non ci fosse la polemica, lo scontro, le idee diverse, la cultura non sarebbe cultura e la Biennale non sarebbe la Biennale». Brugnaro ha inoltre respinto le accuse di una presunta “lite” politica nel centrodestra sulla cultura, definendola un’idea riservata a “menti deboli”.
Anche il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, ha confermato la sua presenza alla Biennale di Venezia, ribadendo che nessun padiglione sarà escluso, rispondendo così alle polemiche sorte sulla presenza dei padiglioni russo e israeliano.






