Iran, le navi restano ferme nello Stretto di Hormuz, ma Donald Trump non resta a guardare. Annuncia un’operazione chiamata Project Freedom, un tentativo diretto di sbloccare quel passaggio cruciale per il commercio globale. Nel frattempo, parla di trattative con l’Iran “molto positive”, anche se boccia senza mezzi termini la proposta di Teheran, definendola “inaccettabile”. Dall’altra parte, l’Iran avverte: ogni mossa americana sarà considerata una violazione del cessate il fuoco. La tensione resta alta, fragile, come un filo teso pronto a spezzarsi, mentre le diplomazie cercano disperatamente di mantenere la calma e evitare un’escalation militare.
Iran: le ultime mosse di Trump
Donald Trump ha annunciato l’avvio di Project Freedom, un’iniziativa pensata per sbloccare le numerose navi commerciali rimaste ferme nello Stretto di Hormuz a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Secondo il presidente, molte imbarcazioni stanno esaurendo le scorte di cibo e altri beni essenziali, mettendo a rischio la salute degli equipaggi. L’operazione prenderà il via lunedì mattina, ora locale.
Trump ha definito l’intervento “un gesto umanitario”, che punta anche a proteggere gli interessi di Paesi neutrali coinvolti indirettamente nella crisi. Al centro dell’azione c’è la necessità di garantire la libera navigazione su uno degli snodi più importanti per l’economia globale, fondamentale per il trasporto di petrolio e merci. L’annuncio è arrivato anche tramite i social del presidente, che ha sottolineato come i suoi rappresentanti siano in contatto con Teheran e sperino in un esito positivo.
Il rischio di nuovi ostacoli resta però alto, visto che lo Stretto è già sotto restrizioni iraniane dopo una serie di scontri marittimi. Per ora, Project Freedom vuole evitare che la situazione peggiori e liberare le navi bloccate, ma in quella zona l’equilibrio è fragile e potrebbe rompersi da un momento all’altro.
Diplomazia al limite: trattative aperte, ma la crisi resta
Negli ultimi giorni i contatti tra Washington e Teheran si sono intensificati. Steve Witkoff, inviato speciale di Trump, ha confermato a una tv americana che le trattative sono ripartite dopo una lunga pausa. Nonostante questo, Trump ha rigettato l’ultima proposta iraniana, alzando di nuovo la tensione. Il presidente ha anche ipotizzato nuovi attacchi, tenendo alta la guardia militare.
Il 3 maggio, Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha detto che Teheran ha ricevuto la risposta americana e sta ancora valutando la proposta “in 14 punti”, che riguarda solo la fine della guerra. Baghaei ha smentito che la questione nucleare sia parte dell’accordo, come avevano suggerito alcune interpretazioni mediatiche. L’Iran chiede 30 giorni per discutere come mettere in pratica un eventuale cessate il fuoco.
Dall’altra parte, Trump ha definito la proposta “inaccettabile” in un’intervista a Kan News, segnalando il divario netto tra le due parti. La diplomazia resta aperta, ma lo scontro rischia di durare, perché le condizioni poste da entrambi sembrano difficili da conciliare.
Teheran avverte: interferenze nello Stretto Di Hormuz saranno considerate una violazione
Un alto funzionario iraniano, Ebrahim Azizi, capo della commissione sicurezza nazionale del parlamento, ha lanciato un chiaro avvertimento agli Stati Uniti. Su X ha scritto che qualunque tentativo americano di interferire nello Stretto di Hormuz, soprattutto nel nuovo regime marittimo controllato da Teheran, sarà visto come una violazione del cessate il fuoco.
Il messaggio arriva dopo l’annuncio di Trump sull’operazione per scortare le navi americane e internazionali nello stretto. L’Iran ribadisce di avere il controllo totale della via marittima e considera qualsiasi intervento militare straniero come un atto ostile, capace di riaccendere il conflitto nella regione.






