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Home Esteri

Stretto di Hormuz, gli Usa avvertono: “Sanzioni a chi paga il pedaggio all’Iran”

Washington avverte armatori e compagnie: rischio sanzioni per chi versa pagamenti all’Iran nello Stretto di Hormuz. Cresce la tensione su rotte energetiche globali

by Vittorio De Bellaro
2 Maggio 2026
Iran, tensioni sullo Stretto di Hormuz

Iran, tensioni sullo Stretto di Hormuz | Shutterstock - alanews

Roma, 2 maggio 2026 – Gli Stati Uniti hanno lanciato un avvertimento alle compagnie di navigazione che effettuano pagamenti all’Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz, minacciando sanzioni severe. L’allerta è stata resa pubblica dall’Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac) e rilanciata dall’Associated Press, aggiungendo un ulteriore livello di pressione nel delicato contenzioso tra Washington e Teheran sul controllo strategico di questa via marittima cruciale per il transito energetico mondiale.

L’Avvertimento degli Stati Uniti sulle Sanzioni per il Pedaggio a Hormuz

L’Ofac ha specificato che i pagamenti richiesti dall’Iran per garantire un passaggio sicuro, definito nei fatti come un “pedaggio”, possono assumere diverse forme: non solo trasferimenti in contanti, ma anche attività digitali, compensazioni, scambi informali o persino donazioni di beneficenza e pagamenti effettuati presso le ambasciate iraniane. Il regime di Teheran ha infatti iniziato a deviare alcune navi su rotte alternative più vicine alle sue coste, imponendo tali tariffe per la sicurezza del transito.

L’avviso dell’Ofac si rivolge a cittadini statunitensi e stranieri, mettendo in guardia sui rischi legati a qualsiasi forma di pagamento o richiesta di garanzie da parte del regime iraniano. Da parte sua, l’Iran ha recentemente formalizzato l’introduzione di un pedaggio per le navi nello Stretto, riaffermando il proprio “ruolo sovrano” sulla zona, come stabilito dal parlamento iraniano. Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia per consolidare il controllo su un passaggio attraverso cui transita circa un quinto delle forniture petrolifere e di gas naturale liquefatto (GNL) mondiali.

Il Contesto Geopolitico e le Reazioni Internazionali

La tensione in Medio Oriente si riflette anche nelle scelte energetiche di altri Paesi, come il Giappone, che ha annunciato il primo acquisto di greggio dalla Russia dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico e mitigare il rischio di interruzioni. Secondo il ministero dell’Economia giapponese, una petroliera proveniente dal progetto Sakhalin-2 è già in viaggio verso le coste nipponiche, segnando un passo significativo in un contesto di crisi geopolitica che ha paralizzato i flussi petroliferi nel Golfo Persico.

La situazione è ulteriormente complicata dalla militarizzazione crescente dell’area: il Pentagono ha sottolineato che, nonostante le difficoltà, gli Stati Uniti mantengono il sostegno alle forze alleate con accesso a basi e diritti di sorvolo, mentre l’Iran continua a rafforzare le proprie capacità di deterrenza, inclusa la distribuzione di mine nello Stretto e la disponibilità di un vasto arsenale missilistico e droni kamikaze.

Tags: Primo PianoStretto di Hormuz

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