Guerra in Iran, la diretta di oggi, 2 maggio
Nuovi sviluppi nella Guerra in Iran: Donald Trump scrive al Congresso parlando di “ostilità finite”, ma chiarisce che Teheran resta una minaccia e non esclude nuove tensioni. Il presidente Usa si dice insoddisfatto della proposta iraniana e frena su una fine anticipata del conflitto. Intanto Washington avverte le compagnie marittime: chi paga pedaggi all’Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz rischia sanzioni, mentre si valuta il ritiro di 5mila soldati Usa dalla Germania.
- Trump: “ostilità finite”, ma l’Iran resta una minaccia
- Usa insoddisfatti della proposta di pace di Teheran
- Washington frena su una fine anticipata della guerra
- Rischio sanzioni per le navi che pagano pedaggi nello Stretto di Hormuz
- Ipotesi ritiro di 5mila soldati Usa dalla Germania
Cosa sta succedendo
La tensione rimane alta tra Israele e il Libano meridionale, con attacchi e ordini di evacuazione nonostante il cessate il fuoco. Gli Stati Uniti hanno intensificato la pressione economica sull’Iran con nuove sanzioni unilaterali contro entità cinesi coinvolte nel commercio petrolifero iraniano.
Ultimi sviluppi: l’esercito israeliano ha ordinato lo sfollamento forzato di residenti in diverse località del sud del Libano, mentre Hezbollah ha rivendicato attacchi con artiglieria e droni contro truppe israeliane.
- Israele: ordine di evacuazione per centri nel sud del Libano tra cui Qaaqaait al-Jisr e Jibchit
- Hezbollah: attacchi con artiglieria e droni in Bint Jbeil, Hula e Biyyada
- Usa: nuove sanzioni unilaterali a entità cinesi e nave per commercio petrolio iraniano
Il presidente Donald Trump afferma di non essere soddisfatto delle nuove proposte di dialogo avanzate dall'Iran, secondo fonti ufficiali. Trump ha dichiarato che i negoziatori gli hanno chiesto condizioni che non può accettare. Ha inoltre riferito che la leadership di Teheran sarebbe divisa in tre o quattro fazioni.
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni a diverse entità cinesi, a un individuo e a una nave coinvolti nel commercio di petrolio e prodotti petrolchimici iraniani, secondo fonti ufficiali. Le sanzioni unilaterali sono misure adottate da uno o più Paesi senza l'autorizzazione del Consiglio di Sicurezza Onu, che invece può imporre restrizioni economiche collettive ai suoi membri. Nel 2006 il Consiglio di Sicurezza avvertì l'Iran che avrebbe potuto subire sanzioni economiche se non avesse sospeso le attività di arricchimento nucleare.
Hezbollah afferma di aver lanciato attacchi con artiglieria e droni contro truppe israeliane e veicoli militari in diverse località del Libano meridionale, tra cui Bint Jbeil, Hula e Biyyada, secondo media regionali. L'ambasciatore cinese all'Onu, Fu Cong, ha chiesto al Consiglio di Sicurezza di rivedere la decisione di ritirare i peacekeeper di Unifil dal sud del Libano, definendo la situazione un «fuoco minore» e invitando Israele a cessare i bombardamenti. L'agenzia Onu per le telecomunicazioni ha condannato gli attacchi iraniani contro infrastrutture regionali e produrrà un rapporto sulle interruzioni. Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato nuove sanzioni contro la Qingdao Haiye Oil Terminal e altre entità cinesi coinvolte nel commercio di petrolio iraniano, mentre Pechino ha respinto le misure definite «sanzioni unilaterali e giurisdizione extraterritoriale» secondo fonti ufficiali.
L'esercito israeliano ha ordinato ai residenti di diversi centri nel sud del Libano di evacuare, proseguendo lo sfollamento forzato nonostante il cessate il fuoco, secondo quanto riferito dall'esercito su X. L'ordine riguarda Qaaqaait al-Jisr, Adshit al-Shaqif, Jibchit, Ebba, Kfar Jouz, Harouf, Al-Duwayr, Deir ez-Zahrani e Habboush. Venerdì un attacco israeliano su Habboush ha causato almeno otto morti, secondo precedenti rapporti.
Il ministero della Salute libanese ha riferito che 13 persone sono state uccise in raid israeliani nel sud del Libano, nonostante un ordine di evacuazione e un cessate il fuoco. A Habboush si contano otto vittime, tra cui un bambino e due donne, e 21 feriti, mentre a Zrariyeh quattro morti e quattro feriti. Un altro attacco ad Ain Baal ha provocato un morto e sette feriti, secondo fonti ufficiali.
Il presidente Donald Trump ha assicurato che «prenderà il controllo» di Cuba «quasi immediatamente» dopo aver concluso l'operazione in Iran, ha riferito durante un intervento al Forum Club di West Palm Beach, Florida. Le dichiarazioni sono state rese note da media statunitensi.
Il presidente Donald Trump ha detto che l'Iran utilizzerebbe un'arma nucleare contro Israele e poi contro gli Stati Uniti. Lo ha affermato durante un evento al Forum Club in Florida, secondo fonti ufficiali. «Non accadrà», ha aggiunto.
Il Pentagono intende ritirare 5.000 soldati americani dalla Germania, secondo Cbs che cita funzionari. La decisione rifletterebbe il malcontento di Trump per il contributo europeo sulla questione iraniana. Un funzionario ha spiegato che alcune truppe torneranno negli Usa per essere ridislocate altrove. Il ritiro potrebbe concludersi entro sei-dodici mesi, ha detto il portavoce Sean Parnell a Reuters.
Il presidente Donald Trump ha definito «tradimento» l'affermazione che gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra in Iran. Lo ha detto durante un intervento pubblico, secondo media americani.
Donald Trump ha comunicato al Congresso che le ostilità contro l'Iran sono «terminate», ma ha sottolineato che Teheran resta una minaccia «significativa», secondo una lettera inviata allo speaker della Camera Mike Johnson. Trump precisa che dal 7 aprile non si sono verificati scontri tra forze americane e iraniane, pur mantenendo il comando delle forze armate. La Casa Bianca ritiene che il cessate il fuoco sospenda il limite dei 60 giorni per l'autorizzazione congressuale, evitando così la necessità di un nuovo via libera.
Il Dipartimento di Stato Usa ha autorizzato la vendita di sistemi missilistici terra-aria Patriot al Qatar per un valore superiore a 4 miliardi di dollari, secondo fonti ufficiali. L'emirato è stato bersaglio di attacchi iraniani dall'inizio del conflitto a fine febbraio. Washington ha inoltre approvato forniture di armamenti a Israele, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti.
