Washington, 4 marzo 2026 – Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha annunciato l’eliminazione del capo di un’unità iraniana responsabile di un tentativo di assassinio ai danni del presidente americano Donald Trump. L’operazione, condotta con precisione, ha portato alla morte del leader dell’unità che, secondo le autorità statunitensi, progettava un complotto contro Trump.
L’operazione anti-terrorismo e gli sviluppi militari
Durante un briefing al Pentagono, Hegseth ha confermato che l’operazione è avvenuta ieri, martedì 3 marzo, e ha precisato che l’individuo è stato braccato e ucciso, senza però rivelarne il nome. Questa azione si inserisce in un contesto di tensioni crescenti tra Stati Uniti e Iran: nel novembre 2024, il Dipartimento di Giustizia statunitense aveva incriminato un cittadino iraniano in relazione a un piano delle Guardie Rivoluzionarie per assassinare Trump. Teheran, tuttavia, aveva sempre negato ogni coinvolgimento in complotti di questo tipo.
Inoltre, Hegseth ha reso noto che un sottomarino americano ha affondato una nave da guerra iraniana nell’Oceano Indiano, utilizzando un siluro, un evento che segna il primo affondamento di una nave nemica con questo tipo di arma dalla Seconda Guerra Mondiale. Il segretario alla Difesa ha descritto la marina iraniana come ormai “inefficace, decimata, distrutta”, sottolineando che gli Stati Uniti e Israele avranno il pieno controllo dello spazio aereo iraniano entro una settimana, garantendo così uno spazio aereo incontrastato.
Le strategie e le dichiarazioni di Pete Hegseth
Nel corso del briefing, Hegseth ha risposto anche a domande circa le indiscrezioni su un possibile armamento delle forze curde da parte della CIA, chiarendo che gli obiettivi degli Stati Uniti in Iran non dipendono da altre forze. Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti sono pronti a sostenere la guerra per tutto il tempo necessario, utilizzando una scorta illimitata di bombe a gravità di precisione.
Il segretario alla Difesa ha definito i giorni recenti come storici, sottolineando che le forze americane stanno attivamente smantellando, demoralizzando e distruggendo le capacità militari del regime iraniano, che a suo avviso è ormai destinato a un rapido tracollo.
Queste dichiarazioni si inseriscono in un contesto geopolitico complesso, segnato da una serie di attacchi e contro-attacchi tra Stati Uniti, Israele e Iran, con ripercussioni che coinvolgono anche paesi limitrofi come Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. La situazione rimane in continua evoluzione, con un’attenzione mondiale puntata sulle mosse delle grandi potenze nella regione mediorientale.
Missile iraniano verso la Turchia: nessun allarme per l’articolo 5
Il missile lanciato dall’Iran verso lo spazio aereo della Turchia e intercettato dalle forze della Nato non sembra aver innescato condizioni tali da richiamare l’articolo 5, secondo quanto dichiarato da Hegseth durante un briefing al Pentagono. “Non appare come un evento che possa attivare la difesa collettiva dell’Alleanza”, ha affermato, aggiungendo che sarà comunque necessario un esame più approfondito della situazione.
Colpita la leadership militare iraniana
I raid condotti congiuntamente da Stati Uniti e Israele hanno causato la morte dei principali leader militari iraniani. Hegseth ha spiegato che i generali di alto e medio livello, insieme ai ranghi inferiori, hanno perso la capacità di coordinare le proprie operazioni, compromettendo seriamente l’efficacia offensiva dell’esercito. “L’Aeronautica militare iraniana non esiste più: fondata nel 1996, è stata praticamente annientata nel 2026. La Marina è stata quasi completamente distrutta nel Golfo Persico, con la flotta decimata”, ha aggiunto il segretario alla Difesa.
Hegseth: “Cina e Russia non rappresentano un fattore significativo”
Sulla possibilità di interferenze esterne, Hegseth ha chiarito che Cina e Russia “non rappresentano un fattore significativo” nel conflitto attuale contro l’Iran. “La nostra principale preoccupazione riguarda le ambizioni nucleari iraniane, non altri Paesi”, ha sottolineato, ribadendo la priorità degli Stati Uniti nel contenimento delle capacità militari e nucleari di Teheran.
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