Decreto sicurezza, il conto alla rovescia è cominciato: domani Palazzo Chigi riunirà il Consiglio dei ministri, subito dopo il voto finale alla Camera. Al centro della discussione, un nodo cruciale: le norme sui rimpatri volontari assistiti. La battaglia sul decreto sicurezza non accenna a placarsi, anzi. Tra polemiche e tensioni, il tema della sicurezza continua a incendiare il dibattito politico italiano, restando uno degli argomenti più spinosi e divisivi del momento.
Decreto sicurezza: domani il Cdm
Il Consiglio dei ministri si riunirà a Palazzo Chigi dopo il voto definitivo sulla legge sicurezza alla Camera. L’attenzione sarà tutta sulle misure urgenti per regolamentare i rimpatri volontari assistiti di cittadini stranieri, una questione che già fa discutere e dividere la politica. La presidenza del Consiglio ha confermato con una nota tempi e argomenti della seduta.
Questa riunione rappresenta una tappa decisiva per il pacchetto sicurezza voluto dall’esecutivo. L’obiettivo dichiarato è snellire le procedure di rimpatrio, ma senza perdere di vista l’ordine pubblico e la legalità. La norma sarà centrale per definire i rapporti tra giustizia, forze dell’ordine e operatori coinvolti nelle pratiche di rimpatrio.
Schlein: “La norma sui rimpatri è una forzatura sulla professione degli avvocati”
Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha attaccato duramente la norma che riguarda i rimpatri volontari assistiti, definendola una “forzatura istituzionale incredibile”. Durante la trasmissione “Piazzapulita” su La7, Schlein ha detto che questa regola piega la professione legale al ruolo di esecutore delle scelte del governo, minando il rapporto di fiducia tra avvocati e assistiti e violando il diritto alla difesa previsto dalla Costituzione.
Ha poi ricordato come il governo abbia ignorato le osservazioni del Quirinale, approvando una norma incostituzionale poi modificata “due minuti dopo”. Schlein ha anche criticato l’azione del governo Meloni in materia di sicurezza, sottolineando il fallimento di quattro decreti consecutivi intitolati “decreto sicurezza” che non hanno risolto i problemi di fondo.
Salvini: “Decreto sicurezza legge entro domani, basta chiacchiere”
Dal governo arriva la conferma di Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, che ha annunciato come il decreto sicurezza diventerà legge entro domani. In un messaggio registrato per “Dritto e Rovescio” su Rete4, Salvini ha definito il provvedimento “una realtà, non chiacchiere”.
Ha ribadito la volontà di accelerare le espulsioni, in particolare per minori stranieri coinvolti in baby gang e atti violenti. Salvini ha attaccato duramente i giovani di seconda generazione armati di coltelli o mazze da baseball, sostenendo che dovrebbero essere rimpatriati anziché ricevere accoglienza e sostegni economici in Italia. La sua posizione conferma la linea dura del governo contro la criminalità giovanile legata all’immigrazione.
Fratoianni: “Il decreto sicurezza è una forzatura incostituzionale”
Dalla sinistra arriva la condanna più netta con Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra. In Aula, durante le dichiarazioni di voto, Fratoianni ha parlato di “catena infinita di forzature” e ha definito il decreto sicurezza “palesemente incostituzionale”.
Secondo lui, la maggioranza sta imponendo norme contrarie alla Costituzione, superando ogni limite e continuando a forzare la Carta. Il riferimento è anche alla recente discussione sulla riforma della giustizia e alla spinta verso un “premierato”. Fratoianni ha sottolineato non solo i problemi giuridici, ma anche la perdita di consenso del governo, attribuendo al pacchetto sicurezza un impatto negativo anche sul piano politico.
In arrivo un decreto correttivo: ecco cosa cambia sui rimpatri
Il governo si prepara a intervenire con un decreto correttivo dopo la conversione in legge del decreto sicurezza, per sistemare alcune disposizioni contestate e rispondere alle osservazioni del Quirinale. Tra le novità, il contributo di 615 euro previsto per chi segue la pratica del migrante verrà esteso anche ai casi in cui il rimpatrio volontario non si realizzi.
Inoltre, sarà ampliata la lista delle figure autorizzate a ricevere questo contributo: oltre agli avvocati, saranno inclusi mediatori culturali e operatori di organizzazioni non governative. Questa lista sarà definita con un decreto ministeriale che richiederà qualche mese per essere completato, seguendo i normali tempi burocratici.
Nel decreto correttivo si rivedrà anche la copertura finanziaria, inizialmente stimata in 246mila euro per il 2026 e 492mila euro per il 2027 e il 2028. L’obiettivo è risolvere le criticità emerse, trovando un equilibrio tra efficacia pratica e rispetto dei principi costituzionali.






