L’esercito userà tutta la forza necessaria in Libano, ha sentenziato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, senza lasciare spazio a interpretazioni. Parole nette, pronunciate in Cisgiordania, che hanno subito acceso i riflettori in Israele e oltre. Katz ha chiarito che, anche durante il cessate il fuoco attualmente in vigore, i soldati israeliani nel sud del Libano saranno difesi a ogni costo. Nessuna eccezione, nessuna tregua per chi minaccia la sicurezza di Tel Aviv. L’esercito, ha aggiunto, è pronto a colpire duramente le postazioni di Hezbollah lungo il confine, senza esitazioni.
Libano: arrivano le minacce di Katz
Le direttive impartite all’IDF sono chiare: nessuna tolleranza di fronte a minacce dal Libano. Katz ha spiegato che, anche in tempo di tregua, l’esercito deve reagire subito e con forza piena a ogni attacco o rischio per i soldati. Parte di questa strategia prevede la demolizione di abitazioni nei villaggi di confine, ritenute basi di Hezbollah per attività terroristiche contro Israele. L’obiettivo è eliminare sul nascere ogni presenza ostile, colpendo con decisione e senza esitazioni all’interno dell’area di sicurezza israeliana.
Rinviata la riunione sul cessate il fuoco
Mentre le tensioni sul terreno crescono, la riunione del gabinetto israeliano dedicata alla tregua nel sud del Libano è stata spostata a domani. A confermarlo sono fonti locali come Ynet, che precisano che oggi si terrà solo una consultazione telefonica tra i membri del gabinetto ristretto. Lo slittamento riflette le difficoltà politiche nel gestire un equilibrio delicato, tra spinte a mantenere fermezza e la necessità di cautela dentro il governo di Netanyahu.
L’impegno di Katz a difesa delle truppe e la gestione delle questioni interne mostrano un governo di Tel Aviv che combatte su due fronti, sempre più al centro dell’attenzione regionale e internazionale. Questi giorni potrebbero segnare una svolta cruciale per la stabilità del Medio Oriente.






