A Tel Aviv arriva un segnale forte: l’Italia sospende il memorandum militare con Israele: Hamas non perde tempo e applaude la decisione, definendola “un passo importante”. Nel loro comunicato, sottolineano come questa mossa possa aumentare la pressione su Israele, con l’obiettivo di fermare le operazioni nella regione. Dietro la sospensione, spiegano, c’è la volontà di isolare Israele a livello internazionale, soprattutto per le accuse di violazioni del diritto umanitario nei territori di Gaza, Cisgiordania e Libano.
Hamas commenta la decisione italiana
L’organizzazione palestinese ha espresso soddisfazione per la decisione italiana di sospendere l’accordo di cooperazione militare, attivo dal 2016. Hamas interpreta questa mossa come un segnale chiaro contro la strategia “aggressiva” di Israele nella regione. Nel comunicato diffuso da Tel Aviv, si sottolinea come la scelta italiana possa contribuire a un isolamento più ampio di Israele sulla scena internazionale, spingendo anche altri Paesi a fare lo stesso. Si fa riferimento ai «crimini in corso» in Gaza, Cisgiordania e Libano, con un richiamo esplicito al diritto internazionale e ai diritti umani, pilastri delle accuse mosse da Hamas.
Il memorandum Italia-israele: un accordo fermo dal 2016
Il memorandum firmato nel 2016 regolava la cooperazione militare tra Italia e Israele, con scambi tecnologici e commerciali di materiali bellici. Il rinnovo automatico previsto ogni cinque anni è stato bloccato in un clima di crescenti tensioni internazionali, dopo l’escalation nel Medio Oriente tra il 2023 e i primi mesi del 2024. All’interno del governo italiano la questione ha acceso un dibattito acceso, con posizioni divergenti sul rapporto con Israele e le implicazioni di un sostegno militare in chiave geopolitica. La sospensione arriva in un momento delicato, segnato da un raffreddamento dei rapporti diplomatici tra Roma e Tel Aviv, accompagnato da episodi di proteste reciproche.
Impatti e scenari per la politica estera italiana
La decisione italiana di sospendere l’accordo militare ha un peso politico non da poco nel quadro mediorientale e influisce sulle relazioni con Israele e i Paesi arabi. Hamas spera che questa scelta possa innescare un effetto a catena in altre capitali. Sul fronte interno, la mossa alimenta il confronto tra le diverse forze politiche, divise tra chi sostiene la cooperazione e chi invece la contesta. Sul piano pratico, la sospensione limita gli scambi nella ricerca e sviluppo militare e rallenta la circolazione di materiali strategici, con ripercussioni nel settore della difesa e nei rapporti bilaterali. Resta però un segnale chiaro dell’Italia che si schiera in un contesto più ampio di pressione diplomatica sulle politiche israeliane nei confronti dei territori palestinesi.






