Londra, 19 aprile 2026 – È ormai diffusa la convinzione che camminare 10mila passi al giorno sia essenziale per mantenere in salute cuore, pressione, colesterolo e glicemia. Tuttavia, il mito dei 10mila passi è stato recentemente messo in discussione da uno studio pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, che invita a riconsiderare non solo la quantità ma soprattutto la qualità e la durata della camminata quotidiana.
Camminare: un’analisi su larga scala smentisce il dogma dei 10mila passi
La ricerca, condotta su 33.560 adulti britannici tra i 40 e i 79 anni, ha coinvolto soggetti generalmente poco attivi, che in media effettuavano meno di 8.000 passi al giorno. Il lavoro, sviluppato da équipe dell’Università di Sydney e dell’Universidad Europea in Spagna, ha suddiviso i partecipanti in base alla durata continuativa delle loro camminate: il 43% camminava meno di 5 minuti consecutivi, mentre solo l’8% superava i 15 minuti.
I dati hanno evidenziato che camminare per almeno 15 minuti senza interruzioni si associa a un rischio significativamente minore di malattie cardiovascolari. In termini pratici, bastano circa 1.500 passi consecutivi per attivare effetti benefici sul sistema cardiaco. Anche persone con un totale giornaliero inferiore a 5.000 passi hanno mostrato miglioramenti se riuscivano a prolungare la durata delle singole camminate.
Qualità della camminata: un fattore cruciale per la salute cardiaca
Gli scienziati sottolineano che non è solo il numero totale di passi a determinare il beneficio, ma come e per quanto tempo si cammina. Accumulare pochi passi distribuiti in brevi intervalli durante la giornata non produce gli stessi effetti positivi di una camminata prolungata e continua.
Il professor Emmanuel Stamatakis, co-autore dello studio, spiega: “Spesso si dà troppa importanza al conteggio dei passi, ignorando il ruolo degli schemi motori. Anche chi è molto sedentario può migliorare la salute del cuore modificando le proprie abitudini, camminando idealmente almeno 10-15 minuti di fila quando possibile.”
Questa nuova chiave di lettura invita a rivedere le raccomandazioni tradizionali sull’attività fisica quotidiana, valorizzando la continuità del movimento più che il mero raggiungimento di un numero prefissato di passi.
