Kiev, 19 aprile 2026 – È stato avviato un procedimento penale nei confronti degli agenti di polizia coinvolti nella gestione dell’attentato terroristico avvenuto a Kiev il 18 aprile scorso. L’inchiesta è stata annunciata dal procuratore generale ucraino Ruslan Kravchenko tramite un messaggio su Telegram, riportato dall’agenzia Ukrinform.
Indagine per negligenza sulle forze dell’ordine
Il procedimento è stato aperto per “esercizio improprio delle funzioni pubbliche” da parte degli agenti di polizia, in relazione alla gestione dell’attacco terroristico nella capitale ucraina. Secondo Kravchenko, tutte le azioni degli agenti in momenti di grave pericolo per la vita dei cittadini saranno sottoposte a un’adeguata valutazione legale. In particolare, il procuratore ha evidenziato l’episodio in cui un bambino è stato lasciato in una situazione di pericolo e l’aggressione è stata fermata con ritardo. Il fascicolo è affidato a un gruppo di pubblici ministeri guidato dal Procuratore della città di Kiev, mentre l’indagine preliminare è condotta dall’Ufficio investigativo statale.
Il procuratore generale ha assicurato “un’indagine obiettiva e imparziale” e ha garantito che “la società avrà risposte e i colpevoli saranno puniti secondo la legge”. Ha inoltre chiarito un dettaglio importante: non è stata la madre del bambino ferito a morire in ospedale, bensì sua sorella.
Aggiornamenti sulle vittime e sulle condizioni dei feriti
Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha fornito un bilancio aggiornato: sei persone sono morte nell’attacco e quattordici sono rimaste ferite. Attualmente, otto pazienti sono ricoverati negli ospedali della capitale. Tra questi, un bambino è in condizioni stabili ma non gravi. Tra gli adulti, una vittima versa in condizioni estremamente gravi, tre sono in condizioni gravi e altri tre in condizioni moderate.






