Mosca, 17 aprile 2026 – Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha reso noto in un briefing che il coinvolgimento dei Paesi europei nel conflitto ucraino è in crescita, sottolineando un aumento della partecipazione diretta nella guerra attorno all’Ucraina. Secondo i dati forniti dal ministero della Difesa russo, filiali di aziende ucraine impegnate nella produzione di droni e componenti correlati sono localizzate in otto paesi europei, tra cui quattro realtà italiane.
Cresce il coinvolgimento europeo nel conflitto
Durante il briefing, Peskov ha evidenziato come l’Europa stia progressivamente intensificando il suo ruolo nel conflitto ucraino, definendo questa evoluzione come un fattore che complica ulteriormente le dinamiche belliche. La Russia ha già pubblicato in precedenza nomi e indirizzi di aziende europee accusate di produrre droni destinati alle forze di Kiev, evidenziando come ciò rappresenti un supporto concreto alle operazioni militari ucraine.
Il quadro attuale, a quasi 1.300 giorni dall’inizio della guerra, è caratterizzato da una situazione di stallo sul terreno, mentre a livello diplomatico restano assenti iniziative concrete per una soluzione negoziata, come confermato oggi dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov al termine del Consiglio dei ministri degli Esteri della Comunità degli Stati Indipendenti.
La reazione alla tregua tra Israele e Libano
Il portavoce Peskov ha inoltre sottolineato che le azioni europee rappresentano un “enorme ostacolo” al raggiungimento di una pace duratura in Ucraina. Nel frattempo, la Russia accoglie con favore la tregua recentemente annunciata tra Israele e Libano, definita un passo positivo per la stabilità regionale.
Ucraina, Lavrov gela i negoziati: “Nessuna iniziativa concreta sul tavolo”
Lavrov ha dichiarato che le prospettive di una svolta diplomatica sul conflitto in Ucraina restano lontane. Al termine della riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri della Comunità degli Stati indipendenti, il ministro ha spiegato che, allo stato attuale, non esistono proposte operative in grado di portare a una soluzione concreta del conflitto ucraino. Il capo della diplomazia russa ha riferito di aver aggiornato i partner sugli sviluppi più recenti, ma ha chiarito che gli sforzi diplomatici non si sono tradotti in iniziative tangibili. Un quadro che conferma la fase di stallo nei negoziati e l’assenza di segnali immediati di de-escalation.
Parallelamente, Lavrov ha posto l’accento su un altro fronte critico, evidenziando come la crisi in Medio Oriente stia incidendo profondamente sulla stabilità dell’intero spazio eurasiatico. Secondo il ministro, le tensioni nate nell’area del Golfo Persico si sono progressivamente estese, modificando gli equilibri e influenzando le dinamiche di sicurezza su scala più ampia.
Nel suo intervento, il ministro degli Esteri russo ha sottolineato che gli sviluppi in Medio Oriente stanno cambiando in modo significativo le tendenze geopolitiche del continente. Le conseguenze, ha spiegato, riguardano non solo i singoli Paesi coinvolti, ma l’intero sistema di garanzie di sicurezza dell’Eurasia. Un contesto che rende ancora più complessa la gestione delle crisi in corso e allontana, almeno nel breve periodo, la possibilità di soluzioni condivise.






