Assoutenti, la frutta e la verdura fresca costano sempre di più, e non è solo colpa del maltempo o dei raccolti scarsi. Dietro c’è un altro fattore che pesa molto: il rincaro del gasolio usato per i trasporti su strada. In Italia, le tensioni in Medio Oriente e il caro carburante alle pompe hanno fatto schizzare i prezzi, con aumenti che si fanno sentire in modo netto, non solo nel carrello della spesa. L’aumento interessa anche voli e altri servizi, e il portafoglio delle famiglie ne risente eccome.
L’allarme di Assoutenti sul costo della vita
Tra le verdure, sono le melanzane a far registrare il balzo più netto: +21,5% rispetto allo scorso anno. Un salasso che si vede subito sugli scaffali. Seguono i piselli, con quasi il 20% in più, e i frutti di bosco — mirtilli, lamponi, more e ribes — cresciuti del 16,3%. Anche zucchine, limoni e fragole non scherzano, con rincari che superano il 10%. Legumi, pomodori, carciofi e cavolfiori crescono in media tra il 7 e il 9%. E non è tutto: anche uova e carne stanno vivendo aumenti importanti in questo clima inflazionistico.
Il motivo? I costi di trasporto, strettamente legati al prezzo del gasolio, stanno facendo lievitare i prezzi. Portare freschi questi prodotti su strada richiede molta energia e velocità, quindi quando il carburante sale, il conto finale si fa sentire. Il risultato è una spesa quotidiana più cara per le famiglie italiane.
Gioielli, voli e consegne: rincari pesanti fuori dal carrello
Non è solo il cibo a soffrire. Tra i beni non alimentari, i gioielli sono cresciuti del 33,5% nell’ultimo anno, spinti dalle oscillazioni del prezzo dell’oro. I voli nazionali in Italia sono aumentati del 12,6%, un effetto del caro jet-fuel e della domanda legata alle festività di Pasqua. Anche i voli europei hanno visto un aumento medio del 6%.
Aumenti si registrano pure per la legna da ardere e il pellet , così come per i servizi di corrieri e consegne, che si sono fatti più cari del 6,5%. Un fardello pesante per le famiglie, costrette a mettere mano al portafoglio non solo per mangiare, ma anche per servizi fondamentali.
Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, lancia l’allarme: “Il peso del carburante sui costi di trasporto, soprattutto per i prodotti freschi, non va sottovalutato.” Per questo l’associazione chiede al governo di prorogare il taglio delle accise su benzina e gasolio fino alla fine dell’emergenza. “E di tenere alta la guardia su possibili speculazioni o movimenti anomali dei prezzi, per evitare un ulteriore salasso per le tasche degli italiani nel 2024.”






