New York, 17 aprile 2026 – Gli Stati Uniti e l’Iran stanno esaminando un possibile accordo che prevede lo sblocco di 20 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati in cambio della rinuncia da parte di Teheran alle proprie scorte di uranio arricchito. È quanto riportato dall’agenzia Axios, citando fonti vicine ai negoziati in corso. Il documento, un memorandum of understanding di tre pagine, include anche una moratoria volontaria sull’arricchimento nucleare da parte dell’Iran, di cui si sta ancora valutando la durata.
Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scritto quanto segue sul social Truth: “L’Iran ha appena annunciato che lo Stretto dell’Iran è pienamente aperto e pronto per il transito completo. Grazie”. L’inquilino della Casa Bianca ha poi aggiunto: “Lo Stretto di Hormuz è completamente aperto, operativo e pronto per il pieno transito. Tuttavia, il blocco navale rimarrà pienamente in vigore ed efficace esclusivamente nei confronti dell’Iran, finché la nostra transazione con l’Iran non sarà completata al 100%”.
Il contenuto del memorandum in discussione
Secondo quanto emerge, a Teheran verrebbe concesso di mantenere reattori di ricerca nucleare a scopo medico, a condizione che tutti gli impianti nucleari siano situati in superficie, una misura che mira a garantire una maggiore trasparenza dell’attività nucleare iraniana. Il documento affronta inoltre il delicato nodo dello Stretto di Hormuz, area strategica al centro delle tensioni, ma su questo punto le parti risultano ancora distanti e non è stata raggiunta un’intesa.
Le trattative tra Usa e Iran
La trattativa si inserisce in un contesto di alta tensione in Medio Oriente, con l’Iran che nelle ultime settimane ha risposto a una serie di attacchi israeliani e americani con il lancio di missili balistici, compreso un tentativo di colpire la base strategica anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Fonti di intelligence occidentali hanno evidenziato che la capacità missilistica iraniana potrebbe estendersi fino a minacciare obiettivi in Europa, Italia compresa.
Il presidente americano Donald Trump ha recentemente dichiarato di valutare un possibile attacco militare limitato contro l’Iran per spingere Teheran a un accordo sul nucleare, senza però fornire ulteriori dettagli. Nel frattempo, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito le ore attuali “delicate”, auspicando che “non siano le armi a risolvere i problemi.” Le tensioni riguardano anche la situazione interna iraniana, scossa da proteste e repressioni durissime contro il regime degli ayatollah.
Il negoziato tra Stati Uniti e Iran rappresenta dunque un tentativo cruciale di evitare un’escalation militare in una regione già fortemente instabile, con una posta in gioco che riguarda la sicurezza energetica globale e la stabilità geopolitica del Medio Oriente.






