Gallipoli, 26 aprile 2026 – Momenti di tensione e paura al largo di Gallipoli, dove un grosso esemplare adulto di squalo mako ha improvvisamente attaccato un motoscafo durante una battuta di pesca. L’episodio ha coinvolto alcuni pescatori diportisti che si trovavano a bordo dell’imbarcazione da diporto.
L’attacco dello squalo mako al motoscafo
A raccontare l’accaduto è stato Giuseppe Zacà, che ha condiviso sui social un video dell’evento, ripreso da diversi quotidiani online. Zacà ha descritto così il momento: “Con un movimento improvviso e potente ha cambiato direzione e ha colpito sotto la barca. Un tonfo secco seguito da una vibrazione che ci è salita dalle scarpe fino alla testa. La prua ha sobbalzato e il motore ha fatto un rumore metallico“. Lo squalo ha urtato la parte anteriore dell’imbarcazione, probabilmente innervosito dalla ferita che presentava e dal rumore del motore.
Non è la prima volta che uno squalo mako viene avvistato nel mare del Salento; infatti, già nell’agosto dello scorso anno un esemplare più piccolo era stato segnalato a Porto Cesareo.
Caratteristiche e diffusione dello squalo mako
Il mako (Isurus oxyrinchus) è uno squalo di grandi dimensioni, appartenente alla famiglia Lamnidae, noto per la sua velocità che può raggiungere i 100 km/h e per la capacità di compiere spettacolari salti fuori dall’acqua, fenomeno chiamato breaching. Questo predatore pelagico ha un corpo idrodinamico e muscoloso, con pinne pettorali corte e una pinna caudale a mezzaluna che gli conferiscono un’eccezionale agilità in mare aperto.
Lo squalo mako è distribuito principalmente nelle acque tropicali e subtropicali di tutto il mondo, compreso il Mar Mediterraneo, dove la sua presenza è rara ma documentata. È una specie in pericolo secondo la lista rossa IUCN, a causa della pressione della pesca commerciale e sportiva e delle catture accidentali. La sua dieta varia da pesce azzurro e tonni a calamari e grandi pesci pelagici come il pesce spada.
L’episodio di Gallipoli sottolinea la necessità di monitorare la presenza di questa specie anche in aree costiere frequentate da imbarcazioni da diporto, per garantire la sicurezza di pescatori e appassionati del mare.




