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Poliziotto aggredito a Torino, da Renzi a Tajani: “Nessuna tolleranza per i violenti”

L’aggressione al giovane agente a Torino riaccende il dibattito sulla sicurezza: politica e istituzioni chiedono pene severe e nuove misure per tutelare le forze dell’ordine

by Alessandro Bolzani
1 Febbraio 2026
Matteo Renzi

Matteo Renzi | Instagram @matteorenzi - alanews

Roma, 1 febbraio 2026 – Un grave episodio di violenza ha scosso ieri sera Torino, dove un giovane poliziotto, Alessandro Calista, poco meno di trent’anni e padre di un figlio, è stato brutalmente aggredito da un gruppo di manifestanti al termine di una manifestazione per Askatasuna. La sua vicenda ha suscitato una forte reazione politica e istituzionale, con esponenti di rilievo che hanno espresso solidarietà e richiesto misure dure contro gli aggressori.

La solidarietà della politica al poliziotto aggredito

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha condannato senza mezzi termini l’aggressione, sottolineando sui social network che Alessandro Calista è stato vittima di un atto di inaudita violenza da parte di “persone violente, cattive, ideologiche”. Renzi ha chiesto che gli autori dell’aggressione siano assicurati “alle patrie galere per anni” e ha dichiarato di non avere “nessuna comprensione per chi li difende”. La solidarietà al poliziotto e alla Polizia di Stato è stata definita “senza se e senza ma”.

Anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, si è recato all’ospedale Molinette di Torino, dove ha incontrato Alessandro e altri poliziotti feriti durante gli scontri. Zangrillo ha descritto negli occhi dei poliziotti una richiesta di aiuto, evidenziando la fierezza per la divisa indossata ma anche la gentilezza e la speranza di essere compresi dai politici. Il ministro ha sottolineato come sia necessario cambiare registro nella gestione delle manifestazioni violente, non con la violenza, ma creando condizioni tali da impedirne il ripetersi, citando il decreto sicurezza in via di elaborazione dal governo Meloni come strumento fondamentale.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha ribadito la vicinanza istituzionale al poliziotto aggredito e ha segnalato al contempo l’urgenza di una revisione normativa. Cirio ha denunciato la situazione paradossale in cui un agente che si difende potrebbe finire indagato, mentre chi aggredisce rimane impunito. Ha inoltre condannato apertamente la manifestazione che difendeva i violenti, definendoli “nuovi fascisti”, in chiara allusione al corteo di Askatasuna, e ha invitato tutte le forze politiche a prendere una posizione netta contro tali azioni. Alla solidarietà si è unito anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha telefonato personalmente al poliziotto per esprimergli vicinanza, affetto e stima.

Reazioni istituzionali e richieste di sicurezza

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni di altri esponenti istituzionali. Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha definito l’attacco a Torino come “un attacco allo Stato”, manifestando solidarietà all’agente e a tutte le forze dell’ordine impegnate sul territorio.

Dal fronte politico, numerosi commenti hanno sottolineato la gravità dell’episodio. La vicepresidente del Senato, Anna Rossomando (Partito Democratico), ha qualificato i fatti come “gravissimi” e ha appoggiato la decisione del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, di costituire il Comune parte civile. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha definito gli aggressori come “una banda di delinquenti” e rivendicato “nessuna tolleranza” verso chi mette a rischio l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Sul fronte delle opposizioni, il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, ha condannato le violenze e ribadito la necessità di una risposta ferma che però rispetti lo Stato di diritto, ammonendo contro l’uso della repressione come strumento per comprimere il dissenso.

L’episodio di Torino ha catalizzato un coro unanime di condanna verso la violenza e di sostegno alle forze dell’ordine, rilanciando il dibattito sulle politiche di sicurezza e sull’efficacia degli strumenti legislativi in materia. La questione rimane al centro dell’attenzione politica e istituzionale, con particolare attenzione alle prossime iniziative normative che potrebbero scaturire.

Per approfondire: Scontri a Torino dopo il corteo per Askatasuna: almeno 31 poliziotti feriti

Tags: Alberto CirioAntonio TajaniAskatasunaMatteo RenziTorino

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