Roma, 23 aprile 2026 – In un contesto internazionale caratterizzato da tensioni crescenti soprattutto in Medio Oriente, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito l’importanza di una strategia diplomatica e commerciale che punti a garantire stabilità e crescita alle imprese italiane, oltre a sottolineare la necessità di una risposta coordinata per la sicurezza delle rotte marittime strategiche come lo Stretto di Hormuz.
La strategia italiana per l’export e la sicurezza energetica
Durante il question time al Senato, Tajani ha evidenziato come la diversificazione dei mercati di sbocco rappresenti un elemento cruciale per la strategia economica nazionale, supportata dal Piano per l’Export. Negli ultimi dodici mesi, l’export italiano ha registrato una crescita del 3,3%, ma il ministro ha sottolineato l’intenzione di ampliare ulteriormente questo risultato attraverso iniziative di promozione commerciale in tutto il mondo.
In particolare, Tajani ha ricordato il recente vertice economico presieduto in Cina e l’avvio a luglio della nuova rotta aerea Venezia-Pechino, che faciliterà gli scambi e i contatti tra imprese. Nel corso del 2026 sono inoltre in programma importanti eventi come il business forum a Miami con gli Stati Uniti, mercato extra-Ue di primaria importanza, e la partecipazione a manifestazioni come il Salone del Mobile di Milano e Vinitaly in Arabia Saudita, con il supporto dell’ICE.
Parallelamente, il governo italiano è fortemente impegnato sul fronte europeo per rafforzare i corridoi logistici strategici, come Imec, il Corridoio VIII e l’Iniziativa dei Tre Mari, e per sostenere accordi di libero scambio fondamentali, a partire dal Mercosur. In quest’ottica si inserisce anche l’evento in programma a Prato il 1° maggio, dedicato al rafforzamento delle relazioni commerciali con l’America Latina.
Sul fronte energetico, Tajani ha ammesso che il caro energia è un problema reale e ha invitato a non cedere ad allarmismi, escludendo per ora il rischio di lockdown energetici. Il ministro ha inoltre ribadito il massimo impegno del governo per garantire la sicurezza delle rotte commerciali marittime, con particolare attenzione allo Stretto di Hormuz, un passaggio cruciale per il petrolio e il gas naturale a livello globale.
Tajani ribadisce l’impegno italiano per la sicurezza dello Stretto di Hormuz
Lo Stretto di Hormuz, braccio di mare di circa 60 chilometri che collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman, riveste un’importanza strategica fondamentale per il commercio mondiale di energia. Circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale transita ogni anno attraverso questo stretto, che rappresenta inoltre l’unica via di accesso marittima per diversi paesi del Golfo, come Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrain, Kuwait e Iraq.
Da febbraio 2026, in seguito agli attacchi militari degli Stati Uniti e Israele contro siti iraniani, lo Stretto di Hormuz è stato bloccato dal governo iraniano, paralizzando la rete commerciale della regione e generando gravi preoccupazioni a livello internazionale. L’Iran ha inoltre introdotto un sistema di pedaggi in criptovaluta per il transito delle petroliere, con un pagamento in bitcoin stimato intorno a un dollaro per ogni barile di petrolio trasportato, una misura che ha complicato ulteriormente la circolazione marittima.
In risposta a queste tensioni, l’Italia guida le missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo, con l’obiettivo di garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali. Proprio in questo quadro, Tajani ha annunciato che, qualora si stabilisse una tregua stabile, l’Italia è pronta a fare la sua parte anche nello Stretto di Hormuz, partecipando a una coalizione ampia con partner europei e internazionali. Questa posizione è stata condivisa e sostenuta anche dall’Alto Rappresentante Ue Kaja Kallas, che ha definito lo stretto un “bene pubblico globale” e ha escluso la possibilità che l’Iran possa imporre un pedaggio illegittimo sul transito delle navi.
Parallelamente, i Paesi del Golfo hanno espresso all’ONU il loro sostegno a tutte le misure necessarie, incluse quelle militari, per riaprire lo stretto e garantire la sicurezza della navigazione, anche se la risoluzione si è scontrata con l’opposizione di Russia e Cina.
Attività diplomatiche e gestione della crisi
Il governo italiano ha inoltre posto grande attenzione alla sicurezza dei propri cittadini nella regione, con l’organizzazione di convogli per l’evacuazione degli italiani presenti in Israele e in Iran. Tajani ha confermato che, in coordinamento con le forze di sicurezza e l’intelligence, si stanno predisponendo ulteriori misure per garantire la tutela dei connazionali.
Sul piano diplomatico, il ministro ha mantenuto contatti costanti con i principali attori internazionali e regionali, promuovendo un’azione coesa a favore di un ritorno ai negoziati e di una soluzione diplomatica alla crisi in Medio Oriente. L’Italia ha ospitato a Roma due round negoziali tra Stati Uniti e Iran, e continua a sostenere la mediazione internazionale per evitare un’escalation militare.
Tajani ha inoltre ricordato l’importanza di porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza, sottolineando la necessità di un cessate il fuoco immediato per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari e alleviare le sofferenze della popolazione civile.






