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Mattarella: “La Costituzione ha aperto la strada alla parità di genere in Italia”

Nel discorso al Quirinale per l’8 marzo, Mattarella evidenzia il ruolo centrale della Costituzione e delle riforme nel progresso dei diritti e dell’inclusione femminile

by Giacomo Camelia
9 Marzo 2026
Sergio Mattarella

Sergio Mattarella | Shutterstock - alanews

Roma, 9 marzo 2026 – In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato l’importanza del percorso legislativo e culturale che ha permesso alle donne italiane di conquistare diritti fondamentali e di costruire una società più equa e inclusiva. Nel suo discorso al Quirinale, Mattarella ha ricordato come la Costituzione italiana, fin dal suo articolo 3, abbia posto le basi per la realizzazione della parità di genere, aprendo la strada a fondamentali riforme sociali e normative che hanno progressivamente migliorato la condizione femminile nel Paese.

La Costituzione e le tappe legislative per la parità delle donne

Il Capo dello Stato ha evidenziato come, dopo secoli di subordinazione femminile e di ruolo limitato alla sfera familiare, la conquista del voto alle donne nel 1946 rappresentò un momento rivoluzionario. Questo evento pose fine a una lunga storia di discriminazioni e segnò l’inizio di una nuova stagione di responsabilità e diritti paritari tra uomini e donne. Tale svolta fu consolidata dall’inserimento nella Costituzione dell’uguaglianza sostanziale tra i sessi, riconosciuta come diritto fondamentale e non più come concessione.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella | Shutterstock

Mattarella ha poi richiamato alcune delle tappe legislative più significative che hanno contribuito a costruire la parità di genere in Italia:

  • Il divieto di sfruttamento della prostituzione nel 1958;
  • La legge sulla tutela delle lavoratrici madri del 1971;
  • La riforma del diritto di famiglia del 1975, che sancì la parità effettiva tra coniugi;
  • L’abolizione del delitto d’onore e del cosiddetto matrimonio riparatore nel 1981;
  • La legge sulle pari opportunità, che ha favorito l’accesso delle donne ai ruoli decisionali e all’uguaglianza nei luoghi di lavoro;
  • La legge 66 del 1996, che ha riconosciuto la violenza sessuale come reato contro la persona, non più contro la morale, consentendo alle donne di denunciare senza vergogna o solitudine;
  • Successivi interventi legislativi contro lo stalking, la discriminazione di genere e il contrasto al femminicidio.

Inoltre, Mattarella ha ricordato i continui sforzi normativi a tutela della maternità e per la conciliazione tra vita privata e lavoro, temi ancora oggi centrali nella lotta contro le disparità di genere.

Una società che investe nelle donne è più forte e innovativa

Il Presidente della Repubblica ha posto l’accento anche sulle sfide ancora aperte per il pieno riconoscimento del ruolo delle donne nella società italiana. Tra queste, il superamento del divario salariale, l’incremento della presenza femminile nei ruoli apicali delle aziende e la lotta contro la violenza di genere. Mattarella ha definito fondamentale promuovere politiche che favoriscano l’inclusione, la formazione e la leadership femminile, così come sostenere la maternità senza penalizzazioni di carriera.

«Una società che investe nelle donne diventa non solo più equa, ma anche più forte, più innovativa e più dinamica», ha affermato il Capo dello Stato, ricordando che il contributo femminile è un motore essenziale per la crescita economica e la qualità complessiva della vita nel Paese.

Ha inoltre sottolineato l’importanza di un cambiamento culturale profondo: non basta rafforzare le norme, ma è necessario «depurare gli animi da una mentalità distorta che si alimenta di pregiudizi atavici e di ignoranza colpevole». Educare al rispetto fin dalla famiglia, dalla scuola e dai luoghi di lavoro è la risposta più efficace per costruire una società in cui nessuna donna debba più temere o essere lasciata sola.

In questa prospettiva, Mattarella ha invitato a non chiedere più alle donne di adottare modelli di comportamento maschili per vedersi riconosciuti ruolo e capacità. «La sfida riguarda milioni di donne lavoratrici, professioniste, madri di famiglia», ha spiegato, «e il percorso potrà dirsi concluso solo quando verrà riconosciuta la piena libertà e dignità femminile senza dover imitare modelli maschili».

Presenza femminile nei ruoli apicali e riconoscimenti storici

Nel suo intervento, il Presidente ha ricordato anche i progressi compiuti dalle donne nell’occupare spazi di rilievo nelle istituzioni e nella società italiana. Se in passato era scontato che i vertici fossero appannaggio esclusivo degli uomini, oggi le donne hanno conquistato ruoli importanti nei vari settori, spesso classificandosi ai primi posti nei concorsi pubblici. La loro presenza è aumentata significativamente in magistratura, diplomazia, università, campo medico e scientifico, oltre che nelle amministrazioni locali, dove i sindaci donne sono cresciuti di oltre otto volte rispetto agli anni Ottanta.

Mattarella ha richiamato alcune donne di rilievo nella storia repubblicana, da Angela Cingolani Guidi, prima donna sottosegretario nel 1951, a Tina Anselmi, prima donna ministra nel 1976, fino alle più recenti figure come la Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, la Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Questi esempi mostrano, secondo il Presidente, il cammino compiuto ma anche le sfide ancora da affrontare.

La legge sulle unioni civili: un ulteriore passo verso la parità

Sempre nell’ambito delle conquiste legislative a tutela dei diritti civili e dell’uguaglianza, non può essere trascurato il ruolo della Legge 20 maggio 2016, n. 76, nota come legge Cirinnà, promulgata da Sergio Mattarella stesso durante il suo mandato presidenziale. Questa normativa ha introdotto l’istituto giuridico delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e ha disciplinato le convivenze, riconoscendo diritti e doveri analoghi a quelli del matrimonio, ad eccezione dell’adozione congiunta. L’unione civile ha rappresentato un importante passo in avanti per l’inclusione e il riconoscimento delle coppie omosessuali nel sistema giuridico italiano.

L’istituto delle unioni civili, attivo dal 5 giugno 2016, è stato frutto di un lungo iter parlamentare iniziato già negli anni Ottanta, con numerose proposte di legge, spesso ostacolate da resistenze politiche e culturali. La legge Cirinnà ha superato queste difficoltà, offrendo finalmente una regolamentazione chiara e riconoscendo pienamente lo status civile alle coppie omosessuali, contribuendo così alla parità e al rispetto dei diritti umani.

La celebrazione della Giornata Internazionale della Donna al Quirinale ha quindi rappresentato l’occasione per fare un bilancio del cammino compiuto e per ribadire l’impegno a proseguire nel percorso di uguaglianza e rispetto, sia attraverso riforme legislative sia mediante una trasformazione culturale che coinvolga tutta la società italiana. Sergio Mattarella ha invitato a coltivare il rispetto e la valorizzazione delle donne come elemento imprescindibile per il futuro del Paese.

Tags: Sergio Mattarella

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