Il 6 maggio, durante un nuovo interrogatorio che ha riaperto ferite a Garlasco, la procura di Pavia ha delineato un profilo inquietante di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. A quasi vent’anni da quel delitto del 2007, emergono dettagli fino ad ora rimasti nell’ombra. Tra le carte dell’accusa spuntano dati agghiaccianti: ricerche online e materiale sequestrato parlano di un’ossessione per atti sessuali non consensuali, accompagnata da immagini violente e di tortura. Non un interesse lontano, ma qualcosa che, secondo i pm, si riflette nella sua vita di ogni giorno.
Omicidio di Garlasco: le nuove rivelazioni
Tra i materiali trovati dai carabinieri ci sono una serie di ricerche su internet che documentano l’interesse di Sempio per contenuti violenti, con immagini ripetute di stupri e scene atroci. I pm Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza hanno sottolineato che queste non sono semplici fantasie lontane dalla realtà: nei suoi quaderni e agende, Sempio collega spesso questi impulsi a esperienze vissute in prima persona. Nei file Word sul suo computer, l’indagato parla apertamente della possibilità di “prendere una donna con la forza perché la desidera”, arrivando a ipotizzare la morte della vittima come possibile, anche se non voluta, conseguenza.
Questi dettagli non sono presentati come prove dirette dell’omicidio, ma servono a capire meglio il contesto, affiancandosi alle altre evidenze concrete raccolte durante le indagini.
Finisce l’ipotesi pornografica su Stasi: la procura cambia rotta
Le nuove indagini mettono in discussione alcune vecchie teorie, in particolare quella che vedeva un movente legato a un presunto coinvolgimento pornografico di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi. Durante l’interrogatorio, i pm hanno chiarito che gli accertamenti attuali escludono questa pista.
Al contrario, emergono elementi che puntano su un tentativo di approccio sessuale da parte di Andrea Sempio verso la vittima, un aspetto mai davvero approfondito nelle prime fasi delle indagini. Prove e testimonianze mostrano come il quadro investigativo si sia arricchito grazie a nuovi dati tecnici e fatti, rispetto a quanto già noto.
L’aggressione scatta dopo il rifiuto di Chiara Poggi
I magistrati hanno ricostruito un momento chiave: il rifiuto deciso di Chiara Poggi a un avance sessuale da parte di Sempio, probabilmente dopo che lei aveva visto video privati della coppia trovati in possesso dell’indagato.
Secondo l’atto d’accusa, composto da oltre cento pagine, la reazione di Sempio sarebbe stata improvvisa e violenta. Quando Chiara lo ha respinto e ha cercato di allontanarsi, la tensione è degenerata in uno scontro fisico brutale. L’aggressione si sarebbe concentrata soprattutto sul volto e sulla testa della vittima, con la procura che parla di un gesto volto a cancellare ogni segno di opposizione e riconoscimento: un annullamento totale della persona.
L’interrogatorio di maggio: Sempio sceglie il silenzio
Nel corso dell’interrogatorio del 6 maggio, Andrea Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, evitando di commentare le accuse. La procura di Pavia, però, ha presentato una ricostruzione dettagliata e basata su molteplici elementi raccolti nel tempo.
Questo silenzio rende ancora più importante il lavoro della giustizia, chiamata a valutare ogni prova e a continuare le indagini per chiarire un caso che, a quasi vent’anni dal tragico fatto di Garlasco, non smette di attirare attenzione e dibattito.





