Milano, 10 maggio 2026 – La traccia 33, riconducibile ad Andrea Sempio, è stata confermata con esito positivo dopo una serie di approfonditi controlli incrociati da parte dei consulenti tecnici coinvolti nell’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi.
Quattro verifiche indipendenti confermano la paternità della traccia 33
Il confronto sulla traccia 33, rinvenuta sulla scala che conduce alla cantina della villetta dei Poggi, è iniziato con l’identificazione di 15 minuzie presenti sull’impronta palmare. L’analisi, svolta inizialmente dai consulenti ufficiali del RIS di Messina, Giampaolo Iuliano e dal dattiloscopista Nicola Caprioli, ha prodotto un esito positivo. La conferma è arrivata anche da due analisti di laboratorio veterani della Sezione Impronte del RIS di Roma, con rispettivamente 35 e 25 anni di esperienza nel settore dell’identificazione dattiloscopica.
I due esperti ausiliari hanno inoltre effettuato una verifica supplementare, confrontando nuovamente l’impronta palmare destra di Andrea Sempio con la traccia 33, confermando ancora una volta la corrispondenza. Per escludere possibili artefatti, è stata condotta un’ulteriore analisi utilizzando la tecnica dell’inchiostrazione sull’indagato, dato che fino a quel momento si disponeva solo di un fotosegnalamento acquisito mediante scanner ottico in banca dati. Anche questa procedura ha confermato la validità del riconoscimento.
Gli esperti sottolineano che tali controlli, effettuati in modo indipendente e multiplo, hanno rispettato la fase di verifica del cosiddetto “secondo operatore” (verification), garantendo la correttezza del giudizio di identità.
Il contesto dell’indagine e gli sviluppi in corso
Questo riscontro si inserisce nel quadro della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia). La vicenda, che ha visto Alberto Stasi condannato in via definitiva per l’omicidio, ha riaperto nuovi filoni investigativi, tra cui quello che coinvolge Andrea Sempio, unico indagato nella nuova fase giudiziaria.
Nei mesi scorsi, la Procura ha inoltre disposto ulteriori accertamenti dattiloscopici, estesi anche alle impronte rilevate su fogli di acetato e sulla spazzatura, con periti nominati dalla Gip Daniela Garlaschelli. Nonostante le opposizioni della difesa di Sempio, tali indagini procedono parallelamente agli accertamenti genetici ancora in corso, con l’obiettivo di chiarire ogni aspetto probatorio.
Parallelamente, emergono anche elementi legati a un presunto movente sessuale, con particolare attenzione ai video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, custoditi su un computer condiviso con il fratello Marco Poggi e accessibile anche ad Andrea Sempio. L’ipotesi che Sempio abbia visionato o copiato quei filmati è al centro delle indagini, seppure l’indagato abbia sempre negato ogni coinvolgimento.
Le nuove acquisizioni e il lavoro dei consulenti tecnici rappresentano un passo cruciale nell’approfondimento delle responsabilità legate a un caso che continua ad attirare l’attenzione mediatica e giudiziaria a quasi vent’anni dal delitto.






