Milano, 11 maggio 2026 – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, avvenuto il 13 agosto 2007, emergono da un audio risalente al 2017 che potrebbe fornire elementi rilevanti sull’orario esatto dell’omicidio di Chiara Poggi. Le recenti indagini della Procura di Pavia, appena concluse, si concentrano su Andrea Sempio, unico indagato nel filone investigativo riaperto, che in una conversazione privata sembra indicare un preciso momento in cui sarebbe entrato nella casa della vittima.
L’audio del 2017 di Sempio e la ricostruzione dell’orario dell’omicidio
Dalla trascrizione di un’intercettazione ambientale risalente all’8 febbraio 2017, gli inquirenti evidenziano come Andrea Sempio affermi: «È successo qualcosa quel giorno… era sempre lì a casa… però cazzo… alle nove e mezza». Il riferimento, secondo i magistrati, sarebbe all’orario in cui l’indagato si sarebbe presentato nella villetta di Chiara Poggi il mattino dell’omicidio.
Questa nuova testimonianza si inserisce in una ricostruzione più ampia, supportata anche da una consulenza medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo. Si parte da un dato acquisito: Chiara Poggi disattivò l’allarme della propria abitazione alle 9:12. Considerando che la fase di digestione della colazione e il momento della morte richiedono almeno mezz’ora, si deduce che alle 9:45 la giovane fosse ancora viva.
Gli orari sono fondamentali per valutare le alibi: Alberto Stasi, fidanzato della vittima e condannato a 16 anni per l’omicidio, era alle 9:35 a casa propria, a 1,7 chilometri di distanza, davanti al computer, impegnato nella stesura della sua tesi di laurea. Questo confermerebbe l’alibi di Stasi per l’orario in cui Chiara sarebbe stata uccisa.
Al contrario, l’indagato Andrea Sempio, in base ai tabulati telefonici, avrebbe effettuato una chiamata alle 9:58 all’amico Mattia Capra, presumibilmente dopo essere entrato in casa della vittima intorno alle 9:30. Sempre dalla consulenza medico-legale, emerge che la colluttazione e l’aggressione sarebbero durate circa 15-20 minuti.
Nuove acquisizioni sull’alibi di Stasi e le tracce ematiche
Le indagini approfondiscono anche la serata precedente al delitto, ritenuta incompatibile con qualsiasi evento drammatico tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, smentendo ipotesi di litigi o scandali. Una consulenza informatica ha confermato che Chiara, mentre Stasi si occupava del cane a casa sua, scaricava foto del loro soggiorno a Londra e contribuiva alla scrittura della tesi del fidanzato. Al suo rientro, Stasi continuò a lavorare alla tesi, rafforzando la sua versione dei fatti.
Parallelamente, è emerso un quadro più complesso riguardo alle tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine. Una nuova analisi delle macchie di sangue nella cantina della villetta ha evidenziato «nuove» tracce, tra cui segni a forma di «C» rovesciata, presumibilmente lasciati dall’appoggio dell’arma imbrattata di sangue.
Un elemento particolarmente significativo è la scoperta di una traccia ematica a forma di palmo sinistro ai margini di una pozza di sangue, interpretata dagli investigatori come l’impronta dell’assassino. Questa pista non era stata rilevata in precedenza e potrebbe fornire un contributo importante per le indagini.
I video intimi e il presunto movente sessuale
Un altro aspetto al centro delle indagini riguarda i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, conservati in una cartella protetta da password sul computer condiviso con il fratello di Chiara, Marco Poggi. L’ipotesi di un movente sessuale, avanzata dalla Procura di Pavia, si basa anche su una consulenza informatica che avrebbe individuato tracce di accessi non autorizzati a tali video.
Marco Poggi, convocato come testimone, potrebbe fornire chiarimenti sulle modalità di conservazione e accesso a quei file, mentre Andrea Sempio, che ha sempre negato di aver visto i filmati, si avvarrà della facoltà di non rispondere nel prossimo interrogatorio.
Inoltre, la madre di Chiara ha dichiarato che la figlia si era accorta di navigazioni verso siti a luci rosse effettuate sul computer in sua assenza, elemento che ha alimentato sospetti su possibili intrusioni esterne.
Questo filone investigativo rimarca la delicatezza del caso e la complessità della ricerca di un movente, che va oltre la semplice dinamica temporale e spaziale dell’omicidio.





