Milano, 10 maggio 2026 – Emergono nuovi dettagli nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, la giovane vittima del delitto di Garlasco avvenuto nel 2007. Al centro delle indagini, ora riaperte, c’è Andrea Sempio, indagato per l’omicidio, che il 26 febbraio di un anno fa gettò in un’isola ecologica un biglietto con una scritta inequivocabile: “assassino”. Il ritrovamento di questo foglio, insieme ad altre prove raccolte, ha riacceso i riflettori su uno dei casi di cronaca nera più discussi e controversi degli ultimi vent’anni.
Il biglietto nel sacco della spazzatura: un indizio cruciale
Il 26 febbraio 2025, Andrea Sempio fu convocato dai carabinieri di Voghera per una notifica relativa al caso Poggi. Ignaro del contenuto, quel giorno Sempio fece un gesto che gli inquirenti hanno ritenuto sospetto: gettò un sacco della spazzatura in un’isola ecologica distante dalla sua abitazione. I carabinieri, che lo stavano seguendo, recuperarono il sacco e, al suo interno, trovarono un foglio a quadretti manoscritto su entrambi i lati.
Su un lato erano annotati appunti relativi a modalità di approccio con le donne, mentre sull’altro emergevano parole riconducibili a quanto accaduto il giorno dell’omicidio di Chiara Poggi. Tra le scritte spiccano termini come “da cucina a sala”, “cane”, “colpi da…”, “campanello”, “finestra da fuori” e, soprattutto, la parola “assassino”, scritta in stampatello.
Durante l’interrogatorio del 6 maggio 2026, nel corso del quale Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere, i pubblici ministeri di Pavia hanno sottolineato come il recupero di questo foglio rappresenti un elemento di grande rilievo investigativo. Secondo l’accusa, la presenza di questa annotazione, insieme ad altri elementi raccolti, indicherebbe una tensione crescente da parte dell’indagato, riconducibile a un rifiuto sessuale espresso dalla vittima, che avrebbe innescato una reazione violenta e sproporzionata.
Il presunto movente di Sempio
Uno degli aspetti più controversi dell’inchiesta riguarda la possibile visione da parte di Sempio di video intimi realizzati da Chiara Poggi insieme al fidanzato Alberto Stasi. Questi filmati, conservati in una cartella protetta da password sul computer condiviso con il fratello Marco Poggi e alcuni amici, rappresentano un punto centrale per la ricostruzione dell’evento.
Marco Poggi, sentito recentemente dai pm, ha riferito di non sapere se Sempio abbia effettivamente preso una penna USB contenente quei video, ma ha ammesso che una tale ipotesi, per quanto folle, non può essere completamente esclusa. Ha inoltre raccontato di aver scoperto per caso, navigando nel pc della sorella, chat tra Chiara e il fidanzato che facevano riferimento ai filmati intimi, senza però averli mai visionati personalmente né discusso con altri.
Le indagini della procura di Pavia si concentrano quindi sul ruolo che questi video avrebbero potuto avere nel movente dell’omicidio. Secondo l’ipotesi dei magistrati, il rifiuto di Chiara alle avances di Sempio, maturato anche in relazione alla visione di quei filmati, avrebbe scatenato un’aggressione violenta e improvvisa, concentrata soprattutto sul volto e sulla testa della vittima, in un gesto di furia e annientamento.
Inoltre, le testimonianze delle cugine di Chiara, Paola e Stefania Cappa, rivelano che la giovane, nei giorni precedenti al delitto, mostrava segni di inquietudine. Stefania ha raccontato di aver visto Chiara uscire di corsa in pigiama, spaventata, per verificare un allarme in casa, un episodio che potrebbe indicare un clima di tensione crescente.
Un passato di indagini e controversie
Il caso di Garlasco è noto per la sua complessità e per le molteplici svolte giudiziarie. Alberto Stasi, fidanzato di Chiara e inizialmente l’unico indagato, fu assolto in primo e secondo grado, ma condannato in appello bis e confermato in Cassazione nel 2015. Tuttavia, nuove indagini e ipotesi investigative sono state avviate nel tempo, anche a causa di errori nella raccolta delle prove e di elementi scientifici controversi.
Tra questi, il momento esatto dell’omicidio, l’alibi di Stasi e la gestione delle prove biologiche sono stati oggetto di dibattito. Particolarmente dibattuto rimane anche il ruolo delle biciclette e dei pedali trovati sulla scena, oltre alle modalità di conservazione e manipolazione del materiale digitale legato ai video intimi.
Parallelamente, è emerso un ulteriore elemento legato alla figura di Andrea Sempio: alcuni suoi post su un forum online, “Italian Seduction”, hanno citato un caso di “revenge porn” risalente ai primi anni 2000. Secondo i legali di Sempio, queste parole non si riferirebbero a Chiara Poggi, ma a una vicenda precedente, nota come la prima diffusione di immagini intime non consensuale in Italia, che ebbe ampia eco mediatica.
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