Colle di Arba, 12 maggio 2026 – Proseguono le indagini sulla figura di Pietro Gugliotta, ex componente della Banda della Uno Bianca, con un nuovo sopralluogo effettuato dagli investigatori nella sua abitazione a Colle di Arba, in provincia di Pordenone. L’operazione, che ha visto impegnata una ventina di militari dell’Arma, tra cui specialisti delle investigazioni scientifiche, si è svolta nel pomeriggio con l’obiettivo di acquisire ulteriori elementi utili all’inchiesta coordinata dalla Procura di Bologna.
Sopralluogo a casa di Gugliotta e acquisizione di materiale
L’attività investigativa, iniziata intorno alle 13, si è conclusa dopo alcune ore con il caricamento di materiale proveniente dall’abitazione di Gugliotta su una delle vetture di servizio. Nessuno dei carabinieri presenti ha rilasciato dichiarazioni. Il procuratore di Pordenone, Pietro Montrone, ha precisato all’ANSA che l’indagine non è stata delegata dalla sua Procura, ma da altri uffici giudiziari, senza però fornire ulteriori dettagli. Parallelamente, la Procura di Bologna ha annunciato l’acquisizione degli apparati elettronici dell’ex poliziotto, tra cui telefoni e computer, per effettuare approfondimenti in merito alla sua morte, avvenuta per suicidio lo scorso gennaio.
Indagini sulla morte di Pietro Gugliotta e contatti con familiari
I magistrati bolognesi, tra cui la procuratrice aggiunta Lucia Russo e il pm Andrea De Feis, intendono esaminare i dati contenuti nei dispositivi elettronici di Gugliotta al momento del decesso, nonché ascoltare il medico legale e i familiari, in particolare la seconda moglie. La legale di Gugliotta, Stefania Mannino, ha riferito che poco prima di togliersi la vita l’ex poliziotto l’aveva contattata per un urgente colloquio. L’ipotesi più accreditata indica motivazioni familiari alla base del gesto estremo. Nel frattempo, i legali dei familiari delle vittime della Banda della Uno Bianca hanno richiesto alla Procura un’integrazione degli accertamenti tecnici, sottolineando la necessità di verificare la completezza delle indagini sulla morte di Gugliotta.
La Banda della Uno Bianca, attiva tra il 1987 e il 1994 in Emilia-Romagna e Marche, è responsabile di 103 azioni criminali con 24 morti e oltre 115 feriti. Gugliotta, condannato a diciotto anni di reclusione, era l’unico membro della banda a non essere stato condannato per omicidio. La recente attività investigativa si inserisce nel quadro delle indagini volte a fare luce sugli ultimi sviluppi legati alla sua figura e alle circostanze della sua morte.
