Milano, 8 maggio 2026 – Nuovo intervento dei legali della famiglia Poggi sul caso del delitto di Garlasco, in un momento in cui l’inchiesta continua a generare tensioni e polemiche. Gli avvocati dei familiari di Chiara Poggi hanno diffuso una lunga nota in cui esprimono forti perplessità sull’operato degli inquirenti, parlando di attività investigative che sarebbero state influenzate da contesti definiti “poco trasparenti” e da presunti collegamenti con ambienti giornalistici.
Le accuse sui condizionamenti nelle indagini
Nella ricostruzione dei legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, la famiglia Poggi sostiene di aver sempre scelto il silenzio per rispetto delle istituzioni, pur ritenendo che alcune attività condotte dai Carabinieri della Stazione di Milano Moscova siano state influenzate da fattori esterni considerati opachi.
Secondo quanto riportato nella nota, tali elementi avrebbero inciso sul corso delle indagini, inserendosi in un contesto che viene descritto come problematico e non pienamente trasparente.
Intercettazioni e polemiche sulle attività investigative
Un altro passaggio della dichiarazione riguarda l’utilizzo di intercettazioni nei confronti dei familiari della vittima. I legali riferiscono che la Procura di Pavia avrebbe disposto attività captative anche nei confronti dei parenti di Chiara Poggi, sottolineando come questa scelta abbia colpito persone che, a loro dire, hanno sempre collaborato nel percorso processuale conclusosi con la condanna definitiva di Alberto Stasi.
Nella nota viene inoltre evidenziato come la famiglia non abbia mai accettato l’ipotesi del coinvolgimento di Andrea Sempio, oggi al centro di una nuova fase dell’inchiesta.
Gli avvocati segnalano anche la diffusione, negli ultimi giorni, di risultati riconducibili a tali attività investigative, che ritengono avvenuta in violazione delle norme vigenti. Un passaggio che, secondo la famiglia Poggi, solleva ulteriori criticità sul rispetto delle regole procedurali.
La nota ribadisce inoltre la convinzione dei legali secondo cui le indagini sarebbero state condizionate anche da collegamenti con specifici ambienti dell’informazione. Una posizione che la famiglia Poggi avrebbe scelto di non rendere pubblica in precedenza, limitandosi a mantenere rapporti formali con la Procura Generale di Milano.
Il dolore dei familiari e la volontà di restare in silenzio
Nonostante la forte tensione descritta nella nota, i familiari di Chiara Poggi – Giuseppe, Rita e Marco – avrebbero deciso di mantenere un atteggiamento riservato. I legali sottolineano come, pur segnati da un profondo stato di amarezza e da quelle che definiscono “continue aggressioni” negli ultimi mesi, i parenti della vittima intendano continuare a non intervenire pubblicamente.
La loro posizione resta quella di affidarsi esclusivamente alle sedi giudiziarie competenti, nel rispetto delle regole dello Stato di diritto e dei procedimenti in corso.
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