Andrea Sempio è stato convocato dalla procura di Pavia per il 6 maggio per un interrogatorio. Non più complice, ma unico assassino di Chiara Poggi: questa la nuova, pesante accusa. Omicidio volontario con l’aggravante delle sevizie e dei futili motivi, un’accusa che esclude Alberto Stasi, condannato nel 2015, e ora a rischio revisione del processo. Un colpo di scena che riapre una ferita mai davvero chiusa a Garlasco.
Andrea Sempio avrebbe ucciso da solo Chiara Poggi
La procura non lascia spazio a dubbi: Andrea Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi da solo, con colpi violenti e ripetuti al volto e alla testa, senza alcuna giustificazione. Nel capo d’imputazione si parla di sevizie, cioè di sofferenze inflitte volontariamente e con crudeltà, e di futili motivi, ossia ragioni insensate e sproporzionate. Il documento esclude qualsiasi partecipazione di terzi, compreso Alberto Stasi, che pure ha già scontato 16 anni di carcere, ma senza che gli venisse contestata la crudeltà. Ora la procura di Pavia si sta preparando a chiedere alla Procura generale di Milano l’avvio di una revisione del processo Stasi, una procedura che potrebbe richiedere tempo prima di arrivare a una decisione.
Le prove contro Andrea Sempio e le risposte della difesa
L’inchiesta poggia su diversi elementi, alcuni ancora coperti dal segreto istruttorio. Su tutti, la perizia genetica della biologa Denise Albani: una traccia del patrimonio genetico paterno di Sempio è stata trovata sotto le unghie di Chiara Poggi. Non è chiaro se si tratti di un contatto diretto durante l’aggressione o di una contaminazione accidentale. C’è poi l’impronta “33” rinvenuta sulla scala dove è stato trovato il corpo, attribuita a Sempio, anche se la difesa e la parte civile l’hanno contestata. Infine, lo scontrino del parcheggio di Vigevano che gli inquirenti ritengono smonti l’alibi di Sempio, ma che i suoi legali hanno già messo in dubbio.
Da concorso a unico colpevole: la svolta nelle indagini
Quando, nella primavera del 2025, la procura di Pavia ha riaperto il caso, Andrea Sempio era indagato come possibile complice, insieme a persone non identificate o a Stasi. Ma la Cassazione ha già stabilito che l’omicidio è stato commesso da una sola persona. Le indagini iniziali avevano seguito diverse piste: più persone presenti quella mattina, più armi, varie impronte nella villetta di via Pascoli. Oggi, invece, le consulenze confermano la presenza di un solo esecutore materiale. La procura punta dritto su Sempio, che sarà ascoltato il 6 maggio. Lui potrà decidere se rispondere o no. I suoi avvocati, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno fatto sapere che valuteranno con attenzione le mosse da fare, lamentando però che finora non sono stati depositati gli atti investigativi. Intanto si aspetta la prossima mossa di una vicenda che continua a tenere l’Italia con il fiato sospeso.






