Milano, 2 gennaio 2026 – Prosegue la gestione dell’emergenza dopo il drammatico incendio avvenuto la notte di Capodanno nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita almeno 47 persone e oltre 110 sono rimaste ferite. Tra i feriti, si contano numerosi italiani, alcuni in condizioni gravissime. Guido Bertolaso, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, ha fornito degli aggiornamenti.
Bertolaso spiega l’impossibilità di trasportare i feriti
Bertolaso ha aggiornato la situazione riguardo ai connazionali coinvolti nella tragedia. Attualmente, sei italiani sono ricoverati negli ospedali svizzeri, in particolare tra Berna e Zurigo, ma le loro condizioni sono così gravi da non permettere il trasferimento in Italia. “Sono intubati e presentano ustioni estese, non sono trasportabili al momento”, ha spiegato Bertolaso durante un punto stampa tenuto all’ospedale Niguarda di Milano, dove stanno arrivando altri giovani feriti per le cure specialistiche del centro ustioni.
Nel corso della giornata, è previsto l’arrivo di quattro giovani italiani, tra cui un quindicenne in arrivo dall’ospedale di Berna, mentre altri due sedicenni sono ricoverati a Losanna e uno a Ginevra. L’accesso alle strutture sanitarie lombarde è subordinato all’autorizzazione dei medici svizzeri, che valutano la possibilità di trasferimento in base alle condizioni cliniche.
La complessità dell’identificazione e la risposta delle istituzioni
Nel frattempo, la priorità delle autorità svizzere è l’identificazione delle vittime, un processo delicato e lungo a causa delle condizioni dei corpi, molti dei quali risultano irriconoscibili. Le strutture ospedaliere della regione, secondo le autorità, sono al limite della capacità di accoglienza data l’emergenza.
Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha annunciato la disponibilità di inviare esperti italiani per supportare le operazioni di identificazione. Nelle ore scorse, Tajani ha ribadito l’appello alle famiglie degli italiani coinvolti a contattare l’unità di crisi della Farnesina per aggiornamenti e assistenza.
La tragedia ha suscitato un’ondata di solidarietà internazionale, con il Comitato Olimpico Internazionale che ha disposto l’abbassamento a mezz’asta delle bandiere in segno di lutto. Intanto, le autorità svizzere continuano le indagini sulle cause dell’incendio, con la pista accidentale favorita dalle immagini che mostrano l’innesco delle fiamme da candele scintillanti infilate nelle bottiglie di champagne.
Il quadro clinico
Bertolaso ha poi raccontato che uno dei giovani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana e trasferiti a Milano è arrivato al Niguarda nel primo pomeriggio accompagnato dalla madre. La donna, profondamente scossa, è stata immediatamente assistita dal personale psicologico dell’ospedale dopo aver appreso che il migliore amico del figlio non ce l’ha fatta.
Secondo Bertolaso, il quadro clinico del ragazzo è più rassicurante di quanto inizialmente temuto. Le informazioni ricevute prima del trasferimento lasciavano presagire condizioni estremamente critiche, ma gli accertamenti effettuati al suo arrivo hanno consentito di avviare le prime terapie con esiti moderatamente incoraggianti. La prognosi resta prudente, ma il decorso viene valutato come relativamente favorevole. In serata il giovane sarà nuovamente sottoposto a controlli dopo il ricovero in terapia intensiva.
Nel frattempo dal Niguarda è decollato un elicottero diretto a recuperare un altro ragazzo ferito, mentre nelle prossime ore è previsto l’arrivo degli altri due giovani rimasti da trasferire, che si aggiungeranno ai tre già ricoverati nella serata precedente. Altri sei cittadini italiani coinvolti nella tragedia sono ancora assistiti in Svizzera. L’équipe medica lombarda inviata nella notte sta accompagnando il giovane proveniente dall’ospedale di Ginevra fino all’aeroporto e successivamente si sposterà a Zurigo, dove si trova il principale centro specializzato in ustioni del Paese, struttura nella quale sono già ricoverati tre dei feriti italiani più gravi e dove continueranno ad essere seguiti coloro che al momento non possono essere trasferiti.
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