Roma, 26 aprile 2026 – Una giornata memorabile nelle Ardenne ha consacrato ancora una volta Tadej Pogačar come protagonista assoluto della Liegi-Bastogne-Liegi 2026, gara storica e monumento del ciclismo mondiale. Il campione sloveno ha ottenuto il suo quarto successo alla classica belga, raggiungendo così il prestigioso traguardo che lo pone accanto a grandi leggende come Alejandro Valverde e Moreno Argentin, e dietro soltanto a Eddy Merckx, detentore di cinque vittorie.
La sfida tra il presente e il futuro del ciclismo
La corsa si è trasformata in una vera e propria battaglia tra il dominatore indiscusso delle corse di un giorno, Pogačar, e il giovane talento emergente francese Paul Seixas, classe 2006, che ha dimostrato grande maturità e forza per tutta la durata della gara. Seixas, portacolori del team Decathlon, ha animato la competizione con continui scatti e un’aggressività da veterano, riuscendo a contenere il distacco fino all’ultima salita. Solo lì Pogačar ha trovato la forza di staccare il rivale, imponendo un ritmo sostenuto che gli ha permesso di transitare sul traguardo con 45 secondi di vantaggio.
Il belga Remco Evenepoel ha completato il podio, giungendo a 1’42” dal vincitore dopo essere stato ripreso prima della decisiva accelerazione di Pogačar sulla Côte de La Roche aux Faucons.
Un omaggio e un’impresa da leggenda
Il successo di Pogačar è stato accompagnato da un gesto di grande significato: il corridore sloveno ha dedicato la vittoria a Camilo Munoz, ex compagno di squadra tragicamente scomparso dopo una caduta, portando al braccio una fascia nera in segno di lutto. Al termine della gara, Pogačar ha riconosciuto il lavoro eccezionale della sua squadra, la UAE Emirates, e ha sottolineato la pressione che sentiva, avendo partecipato a poche gare in questa stagione.
Il 27enne di Komenda ha confermato così la sua posizione di assoluto protagonista nel ciclismo mondiale, con un palmarès che nel 2026 conta già vittorie in grandi corse come il Tour de France, la Milano-Sanremo, le Strade Bianche e numerose altre classiche.
Anche Seixas, nonostante la sconfitta, si è detto soddisfatto della sua prestazione: “È stato un testa a testa di pura forza bruta con il miglior corridore del mondo – ha dichiarato – ora il mio obiettivo è vincere una Classica”. Il giovane francese, già vincitore della Freccia Vallone e del Giro dei Paesi Baschi, conferma così di essere una delle promesse più solide del panorama ciclistico internazionale.
Tra gli italiani, da segnalare l’ottavo posto di Christian Scaroni (XDS Astana) e il decimo di Filippo Zana (Soudal-QuickStep), che si sono ben comportati in una gara altamente competitiva e spettacolare.






