Le conversazioni su Telegram tra il presidente francese Emmanuel Macron e la giornalista Françoise Degois, iniziate nell’estate del 2024, sono diventate un libro. Il volume, pubblicato da Robert Laffont, si intitola Siete tutti troppo duri con me. Degois ha reso pubblici circa due anni di messaggi senza chiedere l’autorizzazione del presidente, sostenendo di aver agito nell’esercizio della propria professione.
La corrispondenza era cominciata dopo che Degois, ex consigliera politica della socialista Ségolène Royal, aveva difeso pubblicamente Brigitte Macron dalle false voci sul suo conto. Il ringraziamento era arrivato con un messaggio firmato “EM”. Le chat private di Macron raccolgono riflessioni personali e giudizi politici più diretti rispetto alle dichiarazioni ufficiali.
La nostalgia per Draghi e Merkel e il futuro dopo l’Eliseo
“Mi annoio. Mario Draghi e Angela Merkel mi mancano terribilmente”, ha scritto Macron durante un vertice a Bruxelles nell’ottobre 2024. Il riferimento è a due interlocutori con cui aveva condiviso importanti passaggi della politica europea: Draghi aveva lasciato Palazzo Chigi nel 2022, Merkel aveva concluso il mandato alla guida della Germania nel 2021.
Il secondo mandato del presidente terminerà nel 2027, dopo dieci anni all’Eliseo. Per il seguito, Macron considera gli affari, senza indicare aziende, incarichi o destinazioni: “Se dovessi dedicarmi agli affari, sarebbe per conto mio e penso di farlo piuttosto fuori dalla Francia”. Aggiunge di non voler diventare dipendente di nessuno.
Nessuna apertura, invece, alle dimissioni anticipate, che sostiene di non aver mai preso in considerazione: “Mai! Per nessun motivo! Mai. Non ho intenzione di tirarmi indietro. Vado avanti”.
I giudizi su Le Pen, Mélenchon e gli alleati
I dirigenti del Rassemblement National sono definiti da Macron «pazzi, pericolosi». Il presidente ritiene che Marine Le Pen non possa nascondere a lungo le proprie posizioni vicine a Vladimir Putin e al movimento Maga americano. Esprime anche scetticismo sulle possibilità di Jean-Luc Mélenchon, leader della sinistra radicale, di arrivare al potere.
Le critiche riguardano anche Gabriel Attal, suo ex primo ministro: “Gli abbiamo dato tutto, sempre, troppo”. Diverso il giudizio su Sébastien Lecornu, indicato come la persona ideale per guidare il governo dopo la caduta dell’esecutivo di François Bayrou.
Macron torna inoltre sullo scioglimento dell’Assemblea nazionale nel 2024: sostiene di aver anticipato le elezioni anche perché riteneva che il Rassemblement National sarebbe stato più preparato ad affrontarle nei mesi successivi.
Le pensioni, le tasse e la difesa del proprio operato
La possibile sospensione della riforma delle pensioni, tra le misure più contestate della sua presidenza, preoccupa Macron per gli effetti sui conti pubblici. Rinunciarvi, sostiene, potrebbe migliorare la sua immagine, ma danneggerebbe il bilancio: “Se voglio rifarmi l’immagine, allora sì, sospendo la riforma. Se penso al Paese, assolutamente no”.
Il presidente respinge l’accusa di essere vicino agli interessi dei più ricchi. Sostiene di non provare particolare simpatia per loro, ma difende la necessità di mantenere gli investimenti nell’economia francese. Liquida inoltre in termini molto duri la proposta di tassazione degli ultra-ricchi avanzata dall’economista Gabriel Zucman.
La pubblicazione senza autorizzazione preventiva pone anche la questione del confine tra riservatezza e diritto di cronaca, trattandosi di messaggi scritti in una conversazione privata, non di discorsi ufficiali o conferenze stampa.
Macron ha difeso nell’estate 2026 i risultati del suo mandato, citando gli interventi contro il separatismo islamista e le misure a sostegno del potere d’acquisto. “Spesso siete tutti troppo severi con me”, ha scritto a Degois: è il giudizio sulle critiche ricevute che ha ispirato il titolo del libro.
