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Francia nel caos, Macron respinge le dimissioni del ministro dell’Interno

Il capo dell'Eliseo ha denunciato le falle nella gestione dell'ordine pubblico e nell'attività di intelligence, ma ha rifiutato le dimissioni del ministro dell'Interno Laurent Nunez

19 Ottobre 2026
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Macron sul militare francese morto a Erbil

Emmanuel Macron | Shutterstock - alanews

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Il presidente francese Emmanuel Macron cerca di riprendere il controllo della crisi che sta attraversando il Paese, tra saccheggi, scontri con la polizia e proteste contro il carovita. Il capo dell’Eliseo ha denunciato le falle nella gestione dell’ordine pubblico e nell’attività di intelligence, ma ha rifiutato le dimissioni del ministro dell’Interno Laurent Nunez. Intanto, il bilancio delle violenze continua ad aggravarsi e lo scontro politico coinvolge anche la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon e la leader del Rassemblement National Marine Le Pen.

Macron respinge le dimissioni di Laurent Nunez

Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha presentato domenica 18 ottobre le proprie dimissioni a Emmanuel Macron, che ha deciso di non accettarle. In una nota, l’Eliseo ha spiegato che la necessità di garantire continuità nella direzione delle forze dell’ordine, in una fase particolarmente delicata, ha portato il presidente a respingere la richiesta.

Macron ha comunque rivolto critiche severe alle carenze che avrebbero contribuito a provocare le violenze. Al ministro ha chiesto di adottare tutte le misure necessarie per fare chiarezza sulle lacune nella pianificazione e nella raccolta di informazioni da parte dell’intelligence. Nunez dovrà inoltre introdurre nuove modalità operative per consentire alle forze di sicurezza di affrontare la crisi.

“Chi ha distrutto deve pagare”: il bilancio degli scontri

Nel suo messaggio alla nazione, Macron ha espresso rabbia e vergogna per quanto accaduto, avvertendo che chi ha distrutto e saccheggiato dovrà rispondere delle proprie azioni. Il presidente ha ribadito che nulla può giustificare la violenza e ha invitato a distinguere la maggioranza dei manifestanti, portatori di rivendicazioni legittime, da chi si è reso protagonista di devastazioni.

Secondo il bilancio consolidato del ministero dell’Interno, circa 2.400 persone sono state fermate in Francia nell’ambito delle manifestazioni contro il carovita. Quasi mille agenti tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti, sette dei quali in modo grave. Preoccupa anche la situazione dei minorenni coinvolti negli scontri. A Mulhouse, una ragazza di 17 anni avrebbe perso un occhio durante i disordini di domenica. Sull’episodio è stata aperta un’indagine dell’Ispettorato generale della polizia nazionale, l’Igpn, incaricato di accertare eventuali responsabilità degli agenti.

Macron ha chiesto a partiti e organizzazioni sindacali di condannare senza ambiguità ogni forma di violenza, sottolineando che le proteste e le rivendicazioni sociali non possono essere confuse con le azioni di chi distrugge, rompe e saccheggia.

Possibili divieti per le manifestazioni, Macron attacca gli estremisti

Il presidente ha attribuito una parte delle violenze a gruppi di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti, e ha annunciato che le autorità potranno adottare misure più rigide per tutelare le città. I prefetti, in particolare, potranno intervenire anche vietando alcune manifestazioni, qualora lo ritengano necessario per prevenire nuovi disordini. Le parole di Macron rappresentano anche un attacco indiretto alla France Insoumise (Lfi), il partito della sinistra radicale guidato da Jean-Luc Mélenchon, accusato dai suoi avversari di alimentare la mobilitazione.

Il capo dell’Eliseo ha criticato chi sostiene che la priorità sia continuare a scendere in piazza, affermando che questo approccio avrebbe come obiettivo quello di sottrarre spazio al confronto politico. Secondo Macron, il dibattito deve svolgersi nel rispetto delle regole democratiche, non nelle strade attraverso la violenza e la distruzione. Il presidente ha inoltre richiamato l’importanza delle prossime elezioni presidenziali, previste tra sei mesi, auspicando che il Paese possa arrivare al voto attraverso un confronto politico ordinato.

Mélenchon accusa Macron di voler logorare il movimento

La replica di Jean-Luc Mélenchon non si è fatta attendere. Il leader della France Insoumise ha accusato il presidente di voler lasciare che la situazione si deteriori fino a esaurire le energie della protesta. Intervenendo sull’emittente LCI, Mélenchon ha sostenuto che il suo partito non dirige il movimento, che si organizzerebbe autonomamente attraverso sindacati e assemblee. Ha inoltre affermato che da tre settimane deputati ed eletti della Lfi si interpongono davanti alle violenze della polizia, rivendicando questo comportamento come parte del ruolo politico della formazione.

La contrapposizione tra governo e opposizione radicale si inserisce in una crisi che sta aumentando la pressione sulle istituzioni francesi. Mentre Macron invoca il ritorno all’ordine e un confronto politico nelle sedi appropriate, Mélenchon difende il diritto alla mobilitazione e respinge le accuse di fomentare i disordini.

Marine Le Pen attacca il governo e i manifestanti violenti

Anche Marine Le Pen è intervenuta nella crisi con un videomessaggio di oltre otto minuti pubblicato su X. La leader del Rassemblement National si è rivolta ai francesi con un’impostazione istituzionale, seduta alla scrivania e con la bandiera nazionale alle spalle, in un intervento dal tono presidenziale.

Le Pen ha denunciato la presenza di un’alleanza tra manifestanti politicizzati responsabili delle devastazioni e delinquenti provenienti dalle banlieue. Allo stesso tempo, ha rivolto un duro attacco al potere macroniano, descrivendolo come esausto, disorientato e incapace di intervenire concretamente, se non per commentare la propria impotenza e quella che ha definito una fase di decadenza.

La leader sovranista, favorita nei sondaggi in vista delle presidenziali secondo il testo, cerca così di presentarsi come alternativa a un governo che, a suo giudizio, non sarebbe più in grado di garantire né sicurezza né stabilità.

Nuovi scontri a Place de la République, negozi devastati

Le tensioni sono proseguite anche lunedì a Parigi. Le forze dell’ordine sono intervenute in Place de la République per disperdere e fermare i partecipanti a un raduno non autorizzato. Prima dell’arrivo dei rinforzi, sul posto sono stati mobilitati anche gli agenti della CRS 8, unità specializzata nella gestione delle violenze urbane.

L’appello a proseguire la protesta nella capitale era circolato sui social, con l’obiettivo dichiarato di sfiancare la polizia. Intorno alla statua di Marianne, simbolo della Repubblica francese, i manifestanti hanno esposto cartelli con slogan contro il governo, tra cui “Semina miseria, raccogli rabbia”.

Durante gli scontri sono stati lanciati oggetti contro gli agenti, che hanno risposto utilizzando gas lacrimogeni e caricando i presenti. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnere alcuni incendi. La situazione resta tesa mentre la Francia comincia a fare i conti con i danni provocati dalle proteste.

Danni per centinaia di milioni di euro al commercio

Le conseguenze economiche delle violenze sono particolarmente pesanti per negozi ed esercizi commerciali. Alexandre Bompard, presidente della Federazione del commercio e della distribuzione, ha dichiarato a LCI che circa 1.500 attività hanno subito danni. Molte sono state saccheggiate, con perdite complessive che ammonterebbero a diverse centinaia di milioni di euro.

Macron ha promesso il sostegno del governo alle categorie colpite. Per martedì è previsto un incontro con il ministro del Commercio Serge Papin, al quale parteciperanno i rappresentanti dei commercianti, delle catene della grande distribuzione, degli artigiani e dei ristoratori, insieme a esponenti delle banche e delle compagnie assicurative. L’obiettivo è discutere le conseguenze delle devastazioni e le forme di assistenza per le attività danneggiate, mentre le autorità cercano di contenere il rischio di nuovi episodi di violenza.

Disordini anche a Lione e Limoges, municipio danneggiato dalle fiamme

Le tensioni non riguardano soltanto Parigi. Nuovi scontri sono stati segnalati anche a Lione, mentre a Limoges almeno 7.000 persone hanno partecipato a un raduno dopo l’incendio doloso che ha danneggiato il municipio. Il rogo ha provocato il crollo della guglia dell’edificio, un’immagine che ha richiamato alla memoria l’incendio di Notre-Dame e che è diventata uno dei simboli del fine settimana di violenze in Francia.

Con il bilancio dei feriti, degli arresti e dei danni materiali ancora al centro dell’attenzione, Macron si prepara intanto a partire per il Medio Oriente, dove martedì sarà impegnato in iniziative diplomatiche per contribuire a ridurre i costi del carburante. La crisi interna resta però una delle principali emergenze per il presidente, chiamato a conciliare il ripristino dell’ordine pubblico con le proteste e le tensioni politiche che attraversano il Paese.

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