Un attacco con droni ucraini ha colpito all’alba un magazzino nell’area di un centro logistico vicino a San Pietroburgo. Autorità locali e media russi hanno indicato il complesso come bersaglio e hanno riferito che sono in corso operazioni per gestire le conseguenze.
Il governatore Alexander Beglov ha dichiarato che l’attacco ha colpito «infrastrutture civili» e ha annunciato la sospensione delle attività nei centri coinvolti. Fonti locali indicano che tra gli obiettivi c’erano magazzini del gruppo di e‑commerce Wildberries. L’azienda ha confermato la sospensione temporanea delle attività in due centri logistici della città, senza fornire ulteriori particolari.
I media russi hanno rilanciato immagini e video dell’incendio; i canali ufficiali hanno segnalato interventi dei servizi di emergenza per contenere le fiamme.
La versione di Kiev: motivazioni e rivendicazioni dell’attacco a San Pietroburgo
Negli ultimi mesi Kiev ha intensificato gli attacchi con droni contro infrastrutture energetiche, militari e logistiche russe. Il governo ucraino definisce questa strategia una campagna di «sanzioni a lungo raggio». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto sui social che «la nostra risposta è assolutamente giustificata» e ha rivendicato operazioni contro impianti militari e petroliferi, citando attacchi a lunga distanza e la neutralizzazione di hub logistici che, a suo dire, rifornirebbero l’apparato bellico russo. Le versioni pubbliche restano contrapposte: Mosca parla di una difesa aerea impegnata a intercettare decine di velivoli senza pilota, mentre Kiev descrive colpi mirati contro nodi logistici e impianti strategici. Entrambe le parti hanno diffuso comunicazioni ufficiali, mentre proseguono le verifiche sui danni materiali.
