La condanna di Maja T. è stata ridotta da otto a sette anni dalla Corte d’appello di Budapest con una sentenza definitiva pronunciata mercoledì 30 settembre. Maja si definisce una persona non binaria e ha origini tedesche; le accuse contro Maja sono quelle di aver partecipato alle aggressioni contro alcuni presunti militanti di estrema destra nella capitale ungherese nel febbraio 2023. La Corte, nella stessa sentenza, ha ridotto anche la pena dell’italiano Gabriele Marchesi, passata da sette a sei anni di reclusione.
Il filone giudiziario è lo stesso che ha riguardato Ilaria Salis, oggi eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra. I fatti contestati risalgono ai giorni della cosiddetta “Giornata dell’Onore”, organizzata ogni anno a Budapest da gruppi dell’estrema destra europea per commemorare il tentativo delle truppe naziste e ungheresi di rompere l’assedio sovietico della città nel 1945. Secondo l’accusa, tra il 9 e l’11 febbraio 2023 un gruppo di antifascisti avrebbe compiuto diversi attacchi contro persone considerate appartenenti all’estrema destra.
La riduzione della condanna di Maja T.
A febbraio, il tribunale di primo grado aveva condannato Maja T. a otto anni di carcere. In appello l’accusa aveva chiesto invece un inasprimento della pena ad almeno 13 anni, mentre la difesa aveva chiesto l’assoluzione. La Corte ha infine deciso di ridurre la condanna, stabilendo che per uno dei due capi d’accusa Maja T. debba essere considerata complice e non coautrice dell’aggressione. I giudici hanno inoltre escluso che facesse parte di un gruppo criminale organizzato.
Il caso aveva assunto una dimensione internazionale anche per le modalità con cui Maja T. era stata trasferita in Ungheria. Arrestata a Berlino nel dicembre del 2023, era stata consegnata alle autorità ungheresi nel 2024. Successivamente, la Corte costituzionale federale tedesca ha stabilito che l’estradizione era stata illegittima, ritenendo insufficienti le verifiche sulle condizioni di detenzione che avrebbe affrontato in Ungheria.
Marchesi in Italia, la consegna era stata respinta
Gabriele Marchesi era stato condannato in contumacia a sette anni in primo grado. La sentenza definitiva ha portato la pena a sei anni di reclusione. Marchesi si trova in Italia e non è mai stato consegnato alle autorità ungheresi.
La Corte d’appello di Milano aveva respinto nel marzo 2024 la richiesta di consegna avanzata da Budapest, rilevando un “rischio reale di un trattamento inumano e degradante” nelle carceri del Paese.
Le richieste di Ilaria Salis
Ilaria Salis ha definito le pene “assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati” e ha sostenuto che il procedimento abbia presentato “gravissime criticità sul piano delle garanzie processuali e della valutazione delle prove”.
L’eurodeputata ha chiesto alle autorità tedesche e alle istituzioni europee di intervenire affinché Maja T. possa scontare la pena in Germania. Per Marchesi ha ribadito la richiesta che non venga consegnato a Budapest.
La vicenda giudiziaria di Ilaria Salis appartiene allo stesso procedimento. Arrestata in Ungheria nel febbraio 2023, Salis è stata liberata nel giugno 2024 dopo l’elezione al Parlamento europeo e l’acquisizione dell’immunità parlamentare. Le autorità ungheresi avevano chiesto per lei una condanna a 11 anni.
