Tre persone sono rimaste ferite a Kiev nelle prime ore del 28 settembre, mentre gli attacchi russi hanno provocato danni anche a un edificio per uffici e ad alcune pompe di benzina. Nella capitale ucraina sono intervenuti i soccorritori per assistere i feriti, tutti minorenni, mentre sul fronte diplomatico si registra una nuova tensione tra Kiev e Seul.
Kiev, tre minorenni feriti nel distretto di Podilskyi
A fornire un primo bilancio degli attacchi è stato il sindaco di Kiev Vitaliy Klitschko, che ha comunicato su Telegram che tre persone sono rimaste ferite dall’inizio della giornata. Tutte si trovavano nel distretto di Podilskyi. Si tratta di un ragazzo e una ragazza di 15 anni, che hanno ricevuto le cure direttamente sul posto, e di un altro ragazzo di 17 anni, che è stato invece trasportato in ospedale per essere ricoverato.
I danni causati dai droni russi a Kiev
Gli attacchi hanno provocato danni anche in altri punti della capitale. Secondo quanto riferito da Klitschko, un drone ha colpito un edificio destinato a uffici nel distretto di Shevchenko.
Nel distretto di Obolonsky, invece, sono state danneggiate alcune pompe di benzina dopo l’impatto con un drone. Il bilancio comunicato dal sindaco riguarda quindi sia le persone ferite sia diverse strutture colpite nella capitale ucraina.
Tensione tra Seul e Kiev sui soldati nordcoreani
Parallelamente agli attacchi russi, cresce la tensione diplomatica tra Ucraina e Corea del Sud per il trasferimento a Seul di due militari nordcoreani catturati mentre combattevano al fianco della Russia. L’ufficio presidenziale sudcoreano ha chiesto all’Ucraina “spiegazioni ufficiali e scuse”, accusando Kiev di aver violato un’intesa che prevedeva la riservatezza sull’operazione e di aver successivamente negato l’esistenza dell’accordo. Lo riferiscono le agenzie Yonhap e Aju Press.
Seul accusa Kiev di aver violato la riservatezza
Il caso era già stato sollevato dal presidente sudcoreano Lee Jae Myung, che aveva manifestato “profondo rammarico” per la diffusione della notizia. Secondo il capo dello Stato, la divulgazione avrebbe potuto avere “un enorme impatto sulla diplomazia e sulla sicurezza nazionale”, oltre a incidere sull’ambiente di sicurezza della penisola coreana.
Il segretario presidenziale Seong Ghi-hong ha sostenuto che sarebbe stata proprio l’Ucraina a chiedere di mantenere riservata l’operazione, anche per tutelare la sicurezza dei due militari e quella dei loro familiari rimasti in Corea del Nord.
Zelensky aveva annunciato il trasferimento all’Onu
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva reso pubblico il trasferimento dei due soldati nordcoreani la settimana scorsa, intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Kiev ha però respinto la ricostruzione fornita da Seul, sostenendo che tra le parti non esistesse alcun accordo sulla riservatezza dell’operazione. La Corea del Sud ha quindi fatto sapere di stare valutando “ulteriori misure” in relazione alla vicenda.
I due soldati catturati a Kursk nel gennaio 2025
I due militari nordcoreani erano stati catturati nel gennaio 2025 nella regione russa di Kursk, dove stavano combattendo per la Russia. Dopo la cattura avevano manifestato la volontà di trasferirsi in Corea del Sud.
Il caso si intreccia così con le tensioni già esistenti sul coinvolgimento di soldati nordcoreani nella guerra in Ucraina e con i rapporti tra Kiev e Seul, mentre nella capitale ucraina proseguono gli attacchi russi.
