Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha proposto di aumentare i posti per i detenuti minorenni, dopo una riunione tenuta ieri sul tema. Intervistato a Start, su Sky Tg24, ha descritto un sistema carcerario minorile “effettivamente in sofferenza”.
“Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta”, ha commentato il Guardasigilli, sostenendo che in alcuni momenti sia purtroppo necessario mandare in carcere i minori violenti. Le ipotesi discusse prevedono di destinare i pochi fondi disponibili all’ampliamento della capienza delle carceri giovanili oppure, eventualmente, di trovare accordi per riservare ai minori alcuni settori degli istituti destinati ai maggiorenni.
Il decreto sui cortei e la libertà di manifestare
Nordio ha difeso il nuovo decreto legato ai cortei, negando che contenga restrizioni alla libertà di espressione: “Non ci sono minimamente interventi che limitano la libertà di manifestazione del pensiero, anzi garantisce chi manifesta in modo pacifico”.
Il ministro ha indicato il presupposto delle misure: “Il dissenso può e deve esprimersi anche in forma vivace ma, non può mai tradursi in devastazione e saccheggio”.
Il ruolo dell’esercito e il divieto dei social: parla Nordio
Quanto alla presenza dell’esercito in strada, Nordio ha osservato che probabilmente è stata enfatizzata da entrambe le parti. Ha ricordato le pattuglie presenti da anni, composte da due militari in divisa e da un poliziotto al centro: all’agente spettano i compiti di polizia di sicurezza e giudiziaria, con l’aiuto dei militari, generalmente addestrati anche alla difesa fisica in caso di reazioni violente.
Secondo il Guardasigilli, ci sono momenti in cui l’esercito può intervenire, “certamente non con le mitragliatrici”: nessuno, ha precisato, ha mai pensato a reazioni di quel tipo. I militari possono invece sostituire, come hanno sempre fatto, la polizia, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia giudiziaria nelle attività di presidio che non richiedono la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.
Sulla norma che vieta i social ai minori di 14 anni, Nordio ha auspicato una riflessione del Parlamento senza abbassare l’età dell’imputabilità: “Questa sarebbe per esempio una delle ottime vie da seguire”.
