Gli adolescenti cercano di proteggersi dalla sofferenza, ma desiderano amare ed essere amati. Lo ha sottolineato Papa Leone XIV nell’udienza ai partecipanti al Congresso Internazionale sulla Pastorale Scolastica e Universitaria: “Sotto la corazza, che tanti adolescenti si costruiscono per non soffrire, si cela il desiderio di amare ed essere amati”.
Il Pontefice ha contrapposto l’accompagnamento educativo alle risposte immediate offerte ai ragazzi: oggi “falsi maestri e messaggi ingannevoli promettono di rispondere rapidamente alle domande dei giovani”. A chi si occupa nella Chiesa della loro educazione ha detto: “Voi, invece, avete scelto di fare qualcosa di più grande: camminare con loro lungo la strada, finché scoprano i doni che Dio ha già deposto in loro”.
Il disagio degli studenti e l’accoglienza nelle scuole cattoliche
Papa Leone XIV ha richiamato l’attenzione sulle condizioni di disagio esistenziale degli studenti: “Famiglie ferite, solitudini digitali, sentimento di inadeguatezza o di timore davanti a un futuro che appare incerto”. Un disagio che può accompagnarli anche nei luoghi dell’istruzione: “Molti attraversano i corridoi dei nostri istituti e delle nostre università e forse si sentono anonimi”.
Da qui il richiamo al ruolo delle scuole e delle università cattoliche, che il Papa ha invitato a essere prima di tutto una “casa”, un luogo familiare dove si è attesi. “Il primo annuncio, spesso, passa attraverso uno stile di accoglienza: qualcuno che ti guarda negli occhi, che ricorda il tuo nome, che nota la tua assenza, che si rallegra del tuo ritorno”.
Il patto di fiducia per accompagnare i giovani secondo Papa Leone XIV
Il Papa ha chiesto agli educatori di aiutare i ragazzi “ad essere protagonisti di un modo nuovo di abitare il mondo, costruttori di fraternità, di una società più giusta”.
La fiducia è alla base di questo percorso, ha evidenziato Leone XIV: “Il coraggio nasce da un patto di fiducia: dall’esperienza di qualcuno che crede in te prima che tu creda in te stesso”.
