La polizia ungherese ha arrestato mercoledì György Matolcsy, ex governatore della banca centrale ed ex ministro dell’Economia di Viktor Orbán. Il primo ministro Péter Magyar ha confermato su Facebook che Matolcsy era in custodia, senza fornire altri dettagli.
Il legale dell’ex governatore, Pál Bátki, ha riferito alla testata ungherese Telex che il suo assistito è stato arrestato per il sospetto di frode economica con un danno finanziario significativo e di uso di un documento privato falso.
L’arresto è seguito a un intervento della procura centrale ungherese, che nella stessa giornata aveva comunicato di essere impegnata in «azioni investigative coordinate» in diversi luoghi, nell’ambito di un’indagine sull’appropriazione illecita di fondi legata alla banca centrale. La procura non aveva indicato Matolcsy per nome.
Matolcsy ha guidato la banca centrale dal 2013 al 2025, dopo essere stato ministro dell’Economia di Orbán dal 2010 al 2013. A lungo tra i più stretti alleati economici dell’ex premier, ha negato ogni illecito.
Gli investimenti immobiliari e i fondi alle fondazioni con György Matolcsy arrestato
Il mese scorso era stata presentata una denuncia penale per sospetti di appropriazione indebita, negligenza, frode e abuso d’ufficio durante il mandato di Matolcsy. La denuncia era arrivata dopo una verifica della banca centrale sui precedenti investimenti immobiliari: l’istituto aveva rilevato acquisti a prezzi gonfiati, con un danno finanziario significativo.
Gran parte del mandato dell’ex governatore era stata segnata anche da accuse di corruzione riguardanti la creazione di fondazioni da parte della banca centrale. A queste erano stati assegnati centinaia di miliardi di fiorini di fondi pubblici, equivalenti a centinaia di milioni di dollari. Non è chiaro se l’arresto sia collegato agli acquisti immobiliari o alle dotazioni destinate alle fondazioni.
Il governo Magyar e il recupero dei fondi pubblici
Insediatosi all’inizio di quest’anno, il governo di Péter Magyar ha posto tra le proprie priorità le indagini sui presunti abusi finanziari dei funzionari dell’epoca Orbán, il cui governo è stato accusato di corruzione diffusa.
In un’intervista esclusiva a The Associated Press martedì, Magyar ha sostenuto che fosse chiaro che «alcuni membri del precedente governo, così come oligarchi, imprenditori e familiari a loro legati, hanno commesso gravi reati, tipicamente reati di corruzione, sia con finanziamenti nazionali sia con finanziamenti dell’Unione europea».
A luglio il suo governo ha istituito l’Ufficio nazionale per il recupero e la protezione dei beni, dotato di poteri investigativi e di perseguimento penale nei casi di uso improprio dei fondi pubblici. Magyar lo ha definito una «superautorità», capace di coinvolgere la polizia, i procuratori e l’autorità fiscale nazionale «affinché non ci vogliano anni per scoprire un complicato caso di corruzione».
