Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Roma ha incaricato i carabinieri del Ros di acquisire documentazione presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), il Dipe/Cipess, la società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink. L’attività investigativa, resa nota mercoledì 21 ottobre, rientra nel procedimento per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio avviato nei mesi scorsi, che coinvolge anche un ex magistrato della Corte dei conti.
Ponte sullo Stretto, quali documenti stanno acquisendo gli investigatori
Secondo quanto comunicato dalla Procura capitolina, l’ordine di esibizione disposto nei confronti delle amministrazioni e delle società interessate riguarderebbe la documentazione predisposta e trasmessa alla Corte dei conti durante le verifiche sul progetto del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
Gli accertamenti riguarderebbero gli atti sottoposti al controllo di legittimità dei magistrati contabili, tra cui la delibera Cipess relativa al progetto definitivo e il decreto interministeriale n. 190 del 1° agosto 2025.
L’iniziativa costituisce un ulteriore passaggio dell’indagine già avviata dalla Procura di Roma e non coincide con nuove perquisizioni. Al momento non sono stati comunicati ulteriori nominativi nel registro degli indagati.
L’inchiesta per corruzione e i tre indagati
Il procedimento era emerso il 9 giugno 2026, quando i carabinieri del Ros avevano eseguito perquisizioni e acquisito documenti e dispositivi elettronici riconducibili alle persone sottoposte a indagine.
Tra gli indagati figurano Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei conti, l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno, già consigliere di amministrazione della Stretto di Messina, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio.
Secondo l’ipotesi accusatoria, Saccomanno e Virgiglio avrebbero cercato di condizionare il controllo di legittimità sul progetto, promettendo a Miele sostegno per ottenere incarichi dopo il pensionamento. L’ex magistrato, a sua volta, avrebbe fornito informazioni riservate sull’andamento della procedura e sugli orientamenti dei colleghi.
Si tratta di contestazioni ancora oggetto di accertamento, rispetto alle quali vale il principio della presunzione di innocenza.
Il precedente stop della Corte dei conti al progetto
La vicenda giudiziaria si inserisce nel complesso iter autorizzativo del Ponte sullo Stretto. Il 29 ottobre 2025 la Corte dei conti aveva negato il visto alla delibera Cipess n. 41/2025, che aveva approvato il progetto definitivo dell’infrastruttura.
Il controllo contabile aveva evidenziato criticità riguardanti aspetti ambientali, contrattuali e procedurali, rendendo necessari ulteriori passaggi amministrativi.
Nel frattempo, il governo e la società Stretto di Messina hanno proseguito le attività finalizzate a superare i rilievi. L’amministratore delegato Pietro Ciucci ha indicato ottobre come possibile termine per una nuova delibera del Cipess, destinata a essere sottoposta nuovamente alla Corte dei conti.
L’inchiesta penale procede su un piano distinto rispetto all’iter amministrativo dell’opera. L’acquisizione dei nuovi documenti servirà agli investigatori per approfondire le ipotesi di reato già al centro del procedimento.
