Alcuni tir hanno bloccato in segno di protesta il varco Bausan del porto commerciale di Napoli, causando disagi al traffico anche sull’A1, soprattutto nell’area di accesso al capoluogo campano. Un nuovo presidio contro il caro carburante è stato attivato questa mattina anche a Fuscaldo, lungo la Statale 18, nel Tirreno cosentino.
La protesta dei tir al porto di Napoli è pacifica. Gli autotrasportatori hanno spiegato agli automobilisti le ragioni della mobilitazione, che in diverse zone d’Italia riguarda i costi sostenuti dalle imprese e sta avendo conseguenze anche sulle attività dei cantieri.
Protesta tir non solo Napoli: nel Cosentino i presidi contro il caro vita
Una ventina di tir e diversi mezzi agricoli sono fermi a bordo strada tra Settimo di Rende e Montalto Uffugo, vicino Cosenza. Qui il traffico viene bloccato a singhiozzo per richiamare l’attenzione sul caro vita e sull’insostenibilità dei costi di gestione aziendale.
La mobilitazione è stata organizzata in vista dello sciopero generale del prossimo 30 ottobre, proclamato dai sindacati di base. Il presidio proseguirà fino alla serata di domani ed è prevista un’assemblea aperta alle ore 18. Partecipano anche studenti, che lamentano il caro affitti e la scarsità dei servizi di trasporto.
I manifestanti contestano i rincari del carburante, l’aumento dei pedaggi autostradali, l’incidenza delle accise e un costo del lavoro che, denunciano, compromette l’operatività delle imprese. Teresa Alessandra Leone, 25 anni, amministratrice unica della Leone Trasporti, testimonia le difficoltà quotidiane dei giovani imprenditori. Dal presidio arriva anche la denuncia dell’assenza delle istituzioni, comprese quelle locali, rispetto alle richieste dei lavoratori e del comparto.
A Fuscaldo la protesta è promossa dagli autotrasportatori di Fedralog Calabria. Decine di tir hanno raggiunto all’alba il ritrovo vicino a un distributore di carburante e ad alcune strutture ricettive, parcheggiando sulla carreggiata della Statale 18 in direzione sud. Gli autotrasportatori rallentano la circolazione per alcuni minuti, senza bloccarla, poi lasciano passare i veicoli in entrambe le direzioni. Il passaggio dei mezzi di soccorso è garantito immediatamente.
Gli studenti di Scalea fuori dalle aule
Gli studenti del liceo Metastasio di Scalea, parte del polo liceale Scalea-Praia a Mare, sono rimasti fuori dalla scuola stamani per manifestare solidarietà agli autotrasportatori. Con loro si sono fermati anche alcuni insegnanti. Sulla recinzione dell’istituto sono stati appesi striscioni e cartelli dedicati ai temi delle proteste di questi giorni.
“I serbatoi sono vuoti, la nostra pazienza pure” e “L’istruzione non è un lusso, è un diritto di tutti i ragazzi” sono due dei messaggi esposti. Altri cartelli recitano: “Voi tagliate i fondi, noi facciamo le valigie. Il Sud non si svende, si difende” e “Ci chiedete di essere il futuro, ma ci state negando il presente”.
Gli studenti hanno scritto anche “Il caro vita non aspetta le prossime elezioni”, “Vogliamo diplomarci, non indebitarci” e “Gen Z non è Gen zitta”. Molti hanno manifestato l’intenzione di raggiungere, accompagnati dai genitori, alcuni presidi degli autotrasportatori lungo la Statale 18 Tirrena inferiore.
L’allarme dei costruttori del Molise per i cantieri
La protesta degli autotrasportatori sta rallentando o rendendo impossibili anche i lavori nei cantieri, che “rischiano un blocco assoluto nel giro di poche ore”. Lo ha denunciato l’Associazione nazionale costruttori del Molise, intervenendo sui rincari dei carburanti e dei trasporti e sulla situazione che sta affrontando il settore edile.
Secondo l’associazione, questa condizione 2sta generando un quadro di forte incertezza” e “incide pesantemente sulla sostenibilità economica dei contratti in corso, oltre che sulle capacità di futura programmazione delle imprese”.
“La situazione si è aggravata al punto da diventare insostenibile”, ha sottolineato il presidente di Ance Molise, Corrado Di Niro. “Con questi aumenti non è più possibile lavorare. Siamo costretti a fermarci tutti. Occorrono misure emergenziali per sostenere le imprese in questo momento difficile, evitando conseguenze gravose per il mercato, dovute alla sostanziale insostenibilità economica dei contratti, sia in corso che da avviare”.
Il Codacons teme carenze alimentari e speculazioni
Il Codacons ha richiamato l’attenzione sulle possibili ripercussioni delle proteste per i consumatori italiani. L’associazione individua due rischi: nelle prossime ore potrebbero verificarsi carenze di beni essenziali sugli scaffali dei supermercati, soprattutto alimentari; lungo la filiera potrebbero inoltre esserci speculazioni che sfruttino l’emergenza per applicare rincari ingiustificati ai prezzi al dettaglio.
Secondo il Codacons, qualsiasi aumento dei listini si aggiungerebbe a un’inflazione già molto elevata, penalizzando ulteriormente le famiglie. L’associazione ha espresso piena condivisione delle proteste degli autotrasportatori, ma ha contestato la possibilità che siano i consumatori a pagarne il conto.
Il Codacons ha quindi invitato il governo a vigilare contro abusi e speculazioni che potrebbero verificarsi in queste ore e si è dichiarato pronto a rivolgersi alle procure della Repubblica di tutta Italia per tutelare gli interessi delle famiglie italiane.
