Le tariffe di Ita Airways potrebbero aumentare da gennaio 2027 per il rincaro dell’energia: il carburante rappresenta circa un terzo dei costi operativi della compagnia. L’amministratore delegato Joerg Eberhart ha prospettato questa possibilità in un’intervista a La Stampa, spiegando che un aumento del prezzo del carburante del 50% comporterebbe un aggravio di circa 500 milioni di euro all’anno.
Tariffe Ita Airways in aumento: l’avviso
La compagnia dispone di operazioni di copertura finanziaria, ma soltanto per una parte limitata dell’esposizione. «Per la quota restante siamo esposti alle oscillazioni del mercato e non resta che adeguare le tariffe», ha sottolineato Eberhart. Il problema, ha precisato, riguarda l’intero settore: da qui il suo appello alle istituzioni europee.
La permanenza dei prezzi energetici ai livelli attuali potrebbe mettere in difficoltà il comparto. «Non siamo di fronte a uno scenario simile a quello del Covid, ma una crisi non può essere esclusa», ha affermato il manager. L’incognita principale è la tenuta della domanda: «Speriamo che i passeggeri continuino a viaggiare, perché aumentare i prezzi ha comunque un limite». Gli eventuali adeguamenti saranno quindi graduali, monitorando la risposta del mercato e le mosse dei concorrenti.
Eberhart ha rivendicato la solidità raggiunta dalla compagnia dopo la chiusura di Alitalia, attribuendola sia all’integrazione nel gruppo Lufthansa sia al modello operativo di Ita, nata come realtà completamente nuova. Tra le scelte che hanno favorito l’efficienza ha indicato la flotta composta esclusivamente da aeromobili Airbus e la concentrazione delle attività sull’aeroporto di Roma Fiumicino, utilizzato come centro di collegamento dei voli.
Per il Nord Italia, l’amministratore delegato non ha escluso un maggiore interesse per Malpensa. Lo scalo lombardo, ha osservato, non dispone oggi di un vettore di riferimento capace di utilizzarlo come centro della propria rete di collegamenti. Un eventuale sviluppo dipenderà dagli investimenti sull’aeroporto.
Il manager ha espresso invece delle critiche sull’ipotesi di ampliare le concessioni di quinta libertà ai vettori extraeuropei: a suo giudizio, la misura rischierebbe di aumentare la concorrenza sulle rotte internazionali, rendendo più difficile l’espansione delle compagnie europee.
