Una battaglia legale sul marchio “Volare” mette di fronte due compagnie aeree europee. Ita Airways si trova infatti a dover rispondere alle accuse della spagnola Volotea, che rivendica la proprietà del termine e chiede un risarcimento di centinaia di migliaia di euro per quello che considera un uso improprio del nome. Il caso, ricostruito dal Corriere della Sera sulla base dei documenti giudiziari, si articola su un doppio binario: una causa civile ad Alicante e un ricorso davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Ita Airways, una disputa nata dal nome del programma fedeltà
Al centro della vicenda c’è la coincidenza tra “Volare”, nome della rivista digitale che Volotea ha lanciato poco dopo la propria nascita nel 2011, e quello scelto da Ita Airways per il proprio programma fedeltà, attivo dal 2021 fino a poche settimane fa. Nel 2025 i legali della low cost iberica hanno citato in giudizio Italia Trasporto Aereo, capogruppo di Ita, e la controllata Volare Loyalty, chiedendo la cessazione dell’uso del marchio — già avvenuta con il passaggio al nuovo programma Miles & More — oltre a un risarcimento di circa 450mila euro, cifra che potrebbe crescere in base all’esito del procedimento. Ita Airways respinge le accuse e ha presentato una domanda riconvenzionale contro Volotea.
Il fronte europeo e le prospettive del contenzioso
Parallelamente, Volotea si è rivolta anche al Tribunale della Corte di giustizia Ue, coinvolgendo pure l’Euipo, l’ufficio europeo per la proprietà intellettuale, accusato di aver registrato il marchio “Volare” nonostante l’esistenza di un nome simile nel trasporto aereo. La compagnia spagnola chiede l’annullamento della registrazione e la condanna dell’Euipo alle spese. Secondo alcuni legali esperti del settore, la causa potrebbe però favorire Ita: “Volare” non sarebbe un marchio particolarmente forte nel comparto aeronautico, e l’abbandono del nome da parte della compagnia italiana ridurrebbe la controversia a una questione puramente economica sul passato.
