Una famiglia tipo in regime di tutela in Italia spenderebbe 136 euro in più per l’elettricità su base annua ai prezzi di questo settembre rispetto a quelli di un anno fa. Il calcolo di Nomisma Energia indica un aumento del 18%, che per il gas sale al 31%, pari a 366 euro. Sommando i rincari dei carburanti, il conto teorico aggiuntivo sfiora i mille euro. La spesa effettiva dipenderà dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e dal contratto di fornitura.
Il peso della crisi si è fatto sentire finora soprattutto al distributore. Senza svolte positive dal fronte, nei prossimi mesi famiglie e imprese pagheranno di più anche nelle bollette. A metà settembre, senza prospettive di tregua, è ormai probabile che autunno e inverno siano i più cari da quattro anni, dopo l’invasione dell’Ucraina e il distacco forzato dal gas russo.
Il gas e l’elettricità all’ingrosso in Europa
I rincari energetici riportano in evidenza le fragilità strutturali di un’Europa ancora fortemente dipendente dal metano. Dopo lo stop delle esportazioni dal Golfo, il gas alla Borsa di Amsterdam è passato da 30 a 80 euro, con gli stoccaggi ai minimi da dieci anni. In Italia il prezzo è superiore di circa tre euro.
Il ritardo nelle rinnovabili e il ruolo centrale delle centrali termoelettriche fanno sì che l’aumento del gas trascini anche l’elettricità all’ingrosso, la più cara del continente. Il prezzo italiano viaggia stabilmente sopra i 200 euro al megawattora da agosto, ai massimi da quattro anni. Ieri era a 222 euro al megawattora, quasi il doppio rispetto a Spagna, Francia e Germania.
Il trasferimento di questi aumenti nelle bollette non è però immediato né integrale. La materia prima pesa per circa metà del prezzo finale: il resto è composto da trasporto, oneri di sistema e imposte. Un aumento del 20% in Borsa si dimezza quindi al dettaglio. Anche così, gli incrementi restano consistenti, soprattutto per il gas, la principale voce della spesa energetica delle famiglie, concentrata nei mesi che verranno.
Le differenze tra tariffe fisse, variabili e tutela
Il tipo di contratto determina quando il rincaro arriva al consumatore. Chi ha una fornitura a prezzo variabile lo subisce già nella prima bolletta fatturata. Chi ha scelto una tariffa fissa è invece temporaneamente protetto: si tratta di circa metà delle famiglie per l’elettricità e di un terzo per il gas.
La protezione vale soltanto fino alla scadenza del blocco, che normalmente dura un anno. Successivamente la tariffa viene aggiornata sulla base dei valori all’ingrosso. I prezzi attuali rendono difficile anche la ricerca di un’offerta migliore: il blocco rinvia l’effetto dei rincari, ma non mette al riparo dal successivo aggiornamento delle condizioni.
Le tariffe variabili riguardano anche i circa 3 milioni di utenti vulnerabili rimasti nel servizio di tutela, con i prezzi fissati dall’autorità. Ne fanno parte gli anziani oltre i 75 anni, le famiglie titolari del bonus energia con Isee inferiore a 9.800 euro e le persone con disabilità.
La tariffa del gas viene aggiornata ogni mese: è aumentata del 9,7% a luglio e del 6,9% ad agosto. Per l’elettricità l’aggiornamento è trimestrale: l’incremento è stato dell’8,1% nel secondo trimestre e del 4,6% nel terzo. I prossimi aggiornamenti porteranno altri aumenti decisi anche per questi utenti.
Le imprese energivore e gli interventi sulle bollette
Le imprese energivore hanno lanciato l’allarme già da qualche settimana. Nei settori dell’acciaio, del vetro, della carta, del cemento e della ceramica, l’energia può rappresentare fino al 30% dei costi. Secondo Gas Intensive, l’associazione che le riunisce, la bolletta annuale è più che raddoppiata rispetto ai valori precedenti alla guerra, passando da 8,9 a 21,2 miliardi.
Queste aziende tendono ad assicurarsi contro le variazioni dei prezzi, ma anche le coperture durano un anno. Ai valori attuali non riusciranno a proteggersi per il prossimo. Cresce il numero delle imprese manifatturiere che scelgono l’autoproduzione e i contratti di lungo periodo con i fornitori. La crisi, tuttavia, accentua il divario di competitività della manifattura italiana: enorme rispetto ai concorrenti esterni all’Unione europea, significativo anche rispetto ai paesi vicini.
Il governo aveva promesso una riduzione strutturale dei prezzi dell’energia in Italia con il decreto Bollette, varato mesi fa. La norma ha garantito 115 euro aggiuntivi una tantum alle famiglie già titolari del bonus elettricità e alcuni piccoli sconti alle imprese. Gli interventi strutturali sono invece rimasti inattuati, come denunciato da Confindustria, e i prezzi continuano a collocare l’Italia sopra gli altri paesi.
Per i prossimi mesi, Giorgetti ha indicato un ulteriore aumento del conto energetico per l’Italia.
