La fregata Bergamini della Marina italiana ha ottenuto l’autorizzazione a scortare il mercantile Jolly Oro lungo lo stretto di Bab el-Mandeb verso Nord. La decisione è arrivata dai vertici della missione dopo la richiesta formalizzata dall’unità della compagnia Ignazio Messina. In parallelo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha scritto all’alto rappresentante dell’Unione europea Kaja Kallas per sollecitare un rafforzamento di Aspides con ulteriori navi messe a disposizione dai partner.
L’Italia sarebbe pronta a fornire una seconda fregata se necessario, ma chiede che i costi dell’operazione siano ripartiti. Da qui una doppia sollecitazione: disponibilità di assetti e condivisione finanziaria per sostenere la durata della missione.
Aspides Mar Rosso Italia schiera tre vascelli per il traffico marittimo
La missione oggi opera con tre vascelli. Italia e Grecia hanno garantito una presenza costante, mentre Germania, Francia, Spagna, Olanda e Belgio hanno affiancato in diverse fasi. Sul contributo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha indicato un principio di equilibrio: «L’Italia e la Grecia stanno facendo molto, ma se dobbiamo garantire per tutta l’Europa, se non c’è un contributo militare, allora deve esserci un contributo finanziario».
Aspides è stata lanciata nel febbraio 2024 con un mandato difensivo, che include l’uso della forza per proteggere le navi mercantili da attacchi degli Houthi. La cornice è chiara, l’azione sul mare richiede decisioni rapide. Sul piano operativo il comando strategico fa capo alla Grecia, mentre la direzione tattica ruota sulla nave ammiraglia pro tempore: dopo una fase guidata dall’italiano Stefano Costantino, la responsabilità è ora del greco Vasileios Gryparis. Per Bruxelles, l’autorizzazione alla scorta è la conferma che l’operazione «sta facendo il suo lavoro», come ha «sempre fatto».
Blocchi nel Mar Rosso e spinta italiana sulle scorte
Il rallentamento delle navi italiane nel Mar Rosso è iniziato con l’intensificarsi degli attacchi Houthi tra Gibuti e Yemen. Gli armatori, pur senza clamore, hanno segnalato ritardi ricorrenti e soste protratte. C’è però chi è riuscito a transitare: in particolare unità francesi scortate da fregate della Marina d’Oltralpe, forte della presenza a Gibuti in altri dispositivi operativi.
A valle di giorni di richieste e contatti diplomatici per evitare strappi con l’Unione europea, si è arrivati allo sblocco. Al forum sulla Risorsa Mare di La Spezia, Crosetto aveva preannunciato la disponibilità dell’Italia a disporre scorte autonome per i mercantili nazionali, sostenendo che le navi non potessero restare in attesa dei tempi burocratici europei. Poche ore dopo, la svolta.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato «nei termini più fermi» gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, inclusi obiettivi civili ed energetici, secondo Al Jazeera. Nello stesso passaggio ha chiesto agli Houthi di «cessare immediatamente la loro escalation militare» e ha ribadito la precedente condanna delle minacce e degli attacchi al traffico marittimo nel Mar Rosso e nello stretto di Bab el-Mandeb.
