L’impiego dei militari nelle città non deve servire soltanto a «far vedere qualche mimetica per strada». Il ministro della Difesa Guido Crosetto lo ha affermato su X, intervenendo sulle notizie lette oggi sui quotidiani riguardo a un presunto scontro nella maggioranza sull’eventuale incremento dell’operazione Strade Sicure, al quale sarebbe contrario.
Le parole di Crosetto
«Si vogliono mettere in campo subito i militari? Basta che non sia per motivi solo ‘estetici’», ha scritto il ministro. Per renderli operativi, anche impiegando le forze speciali nelle zone a rischio delle città accanto alle forze di polizia, come chiedono alcuni, occorre consentirlo legalmente. Da qui la richiesta di accelerare il disegno di riordino della Difesa, più che procedere con una risoluzione, inserendo le norme ritenute utili contro una criminalità che Crosetto ha definito «sempre più odiosa».
Il ministro ha richiamato le origini di Strade Sicure per rispondere a chi gli attribuisce una contrarietà al suo ampliamento. «La facemmo nascere, contro tutti e tutto, La Russa ministro, Cossiga (figlio) ed io come sottosegretari», ha ricordato. Crosetto ha insistito sulla fatica e sulle difficoltà incontrate: l’operazione non nacque nella forma desiderata dai promotori, ma con «mille vincoli».
Quei vincoli burocratici e legislativi, ha aggiunto, esistono ancora e rendono difficile ai militari svolgere il proprio ruolo al massimo delle potenzialità. Il ministro ha indicato anche i problemi logistici e ordinativi, oltre a quelli relativi all’addestramento e all’equipaggiamento, tra gli ostacoli all’impiego dei militari.
Proprio per queste limitazioni, Crosetto aveva sostenuto che sarebbe stato più produttivo arruolare 10.000 carabinieri in più: appartengono alla Difesa, ha ricordato, ma sono una forza di polizia e dispongono di tutti i poteri delle forze di polizia.
