È stata aperta alle 12 di domenica 13 settembre la camera ardente di Emma Bonino, allestita nella Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma. Fin dalla mattinata numerosi cittadini si sono messi in fila per rendere omaggio alla storica leader radicale, morta venerdì 11 settembre all’età di 78 anni. Un saluto che nel corso della giornata ha riunito persone comuni, rappresentanti delle istituzioni ed esponenti politici provenienti da schieramenti molto diversi.
Ad accogliere l’arrivo del feretro in Campidoglio erano presenti i familiari, il segretario di +Europa Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Alle spalle della bara sono state sistemate le corone di fiori del presidente della Repubblica, del presidente della Camera e della presidente del Consiglio.
All’interno della Protomoteca, accanto al feretro, uno schermo mostra un’immagine di Bonino accompagnata dalle date 1948-2026. Nell’androne sono stati predisposti anche due registri sui quali i cittadini possono lasciare un pensiero: le pagine si sono rapidamente riempite di firme e messaggi di ringraziamento per le battaglie condotte dalla leader radicale nel corso della sua vita.
La camera ardente resterà aperta domenica fino alle 19 e nuovamente lunedì 14 settembre, dalle 10 alle 19.
L’omaggio della politica a Emma Bonino
Nel corso della giornata sono arrivati in Campidoglio numerosi protagonisti della politica italiana. Paolo Gentiloni, lasciando la camera ardente, ha definito Bonino “un esempio di coraggio” e una “voce unica”, ricordando in particolare il suo impegno per i diritti delle donne, le libertà e l’Europa.
Un’eredità politica richiamata anche dal leader di Avs Nicola Fratoianni, che ha sottolineato come le conquiste per le quali Bonino si è battuta non possano essere considerate definitive. Fratoianni ha ricordato i diritti civili, ma anche l’impegno della leader radicale per la nascita della Corte penale internazionale e per la difesa del diritto internazionale.
Pier Ferdinando Casini ha invece posto l’accento sul suo europeismo. “Pensiamo al futuro dell’Europa”, è stato il suo invito, indicando nell’esperienza di Bonino un riferimento per le sfide che attendono l’Unione europea.
Anche Stefania Craxi ha voluto renderle omaggio, ricordandola come una donna caratterizzata dal “coraggio delle sue idee” e dalla coerenza con cui ha portato avanti le proprie battaglie. Craxi ha ricordato le campagne condivise negli anni tra socialisti e radicali, senza nascondere le successive divergenze politiche, in particolare sul modo di concepire l’Europa.
Il carattere trasversale dell’omaggio è emerso anche dalle parole di Gianfranco Fini. L’ex presidente della Camera ha ricordato le differenze che lo avevano separato da Bonino su diversi temi, ma anche i punti di convergenza trovati sulle questioni internazionali, definendo la politica italiana ed europea oggi “più povera”.
Gualtieri: “Ha reso l’Italia più libera”
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha definito Bonino “una protagonista della nostra Repubblica e della nostra democrazia”, sottolineando il ruolo avuto nelle battaglie che hanno contribuito a rendere l’Italia più libera.
Gualtieri ne ha ricordato la difesa dello Stato di diritto e delle libertà civili e politiche, il forte europeismo e soprattutto l’impegno per l’emancipazione e la libertà di scelta delle donne, dalle battaglie sull’interruzione volontaria di gravidanza alla legge 194.
Benedetto Della Vedova ha invece insistito sul metodo politico lasciato in eredità da Bonino: partire da ideali e valori, individuare un obiettivo concreto e costruire intorno a quello un’iniziativa politica e delle alleanze. Un approccio applicato nel corso dei decenni alle campagne per il divorzio e l’aborto, ma anche contro la pena di morte, le mutilazioni genitali femminili e i matrimoni precoci.
Lunedì la veglia, martedì i funerali di Stato
L’omaggio proseguirà anche lunedì. Alle 19 in piazza del Campidoglio è prevista una veglia civica alla quale sono attesi, tra gli altri, Riccardo Magi, Elly Schlein, Angelo Bonelli, Francesco Rutelli, Luigi Manconi, Roberto Saviano, Cécile Kyenge, Kasia Smutniak, Francesca Fagnani, Serena Bortone e numerosi esponenti del mondo radicale.
L’ultimo saluto istituzionale a Emma Bonino si terrà invece martedì 15 settembre alle 12.30, ancora nella Sala della Protomoteca. I funerali di Stato si svolgeranno in forma laica, con la commemorazione ufficiale.
Due giorni di omaggi che restituiscono anche la dimensione trasversale assunta dalla figura di Bonino: una leader capace di raccogliere, dopo la morte, il riconoscimento anche di esponenti che per decenni si erano trovati dall’altra parte delle sue battaglie politiche e civili.
