Sono rientrate in Italia le salme dei quattro militari morti nello schianto di un elicottero Chinook in Bosnia-Erzegovina, avvenuto giovedì scorso durante una missione nell’ambito dell’operazione europea Eufor Althea.
L’aereo C130 dell’Aeronautica militare che trasportava i feretri è atterrato lunedì 2 novembre all’aeroporto di Ciampino, sulla pista del 31° Stormo. Ad accogliere le vittime erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Per i quattro militari è stato predisposto un picchetto d’onore interforze composto da cento unità. A Ciampino sono arrivati anche i familiari delle vittime, accompagnati da un velivolo Falcon, per un incontro riservato con le autorità.
Chi sono i quattro militari morti in Bosnia
Le vittime dell’incidente sono i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci. Questi ultimi due appartenevano al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana e facevano parte della componente sanitaria impegnata nella missione.
Lo schianto ha provocato anche il ferimento di altre undici persone. Alcune di loro, quelle in condizioni compatibili con il trasferimento, sono rientrate in Italia a bordo dell’aereo militare.
Tra i sopravvissuti c’è anche il tenente colonnello medico Flavio Favari, ricoverato nell’ospedale di Tuzla. Favari è l’unico superstite della squadra sanitaria della Croce Rossa presente sull’elicottero.
«È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo», ha raccontato dall’ospedale, descrivendo gli istanti dello schianto.
Le indagini: si valuta un’avaria dell’elicottero
La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni. Il fascicolo è affidato al pubblico ministero Francesco Saverio Musolino.
Al momento, tra le ipotesi investigative considerate più plausibili c’è quella di un’avaria del velivolo, ma le cause dell’incidente non sono ancora state accertate. Saranno gli approfondimenti tecnici a stabilire cosa sia accaduto durante il volo.
Gli investigatori hanno già raccolto le testimonianze dei tre piloti e di altri sopravvissuti. Non è escluso che vengano ascoltati nuovamente quando le loro condizioni di salute lo permetteranno.
La Procura ha inoltre disposto l’autopsia sul corpo della sergente Laura Procacci, prevista per oggi al Policlinico Tor Vergata. Sugli altri tre militari erano già stati effettuati esami esterni in Bosnia, dai quali sarebbe emerso che il decesso è riconducibile a un violento schiacciamento.
Parallelamente procede anche la Procura militare, che indaga per perdita colposa di aeromobile.
Camera ardente al Celio, domani i funerali solenni
Nel pomeriggio di lunedì 2 novembre è prevista l’apertura della camera ardente all’ospedale militare del Celio, a Roma, dove sarà possibile rendere omaggio ai quattro militari.
I funerali solenni si terranno martedì 3 novembre alle ore 10 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in piazza della Repubblica, a Roma.
La cerimonia sarà l’ultimo saluto ai quattro italiani che hanno perso la vita durante una missione internazionale in Bosnia-Erzegovina, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire le esponsabilità e la dinamica della tragedia.
